Allarme povertà: a Milano 5.000 senza tetto, 85mila persone a rischio
Cinque mila senza tetto e 85mila persone a rischio povertà.
E' questo il volto nascosto della diocesi ambrosiana, quel territorio abitato da oltre 5 milioni di persone che va da Milano a Lecco e Varese e include tutti i paesi della provincia.
Nelle pieghe di un territorio dove si concentra la maggior parte della forza lavoro nazionale, dove si realizza il grosso del Pil, si insinua il tarlo della povertà che secondo il settimo rapporto della Caritas ambrosiana è all'origine di una nuova emergenza: la casa.
Il disagio abitativo nella diocesi ambrosiana non è legato al numero di case.
Ciò che manca sono le case in affitto o gli alloggi per le fasce più deboli.
I canoni di locazione erodono giorno dopo giorno una parte sempre più grande del reddito: in media a Milano ogni mese la spesa è di circa 500 euro, seguita dai 392 di Varese e dai 386 di Lecco, tutti dati al di sopra della media nazionale.
La crisi dei mutui, si legge nel rapporto, con uno spostamento dell'offerta abitativa dalla vendita all'affitto, dovrebbe fungere da calmiere sui canoni.
Ma questo segnale ancora debole rischia di essere schiacciato dalle tensioni abitative indotte dall'Expo del 2015.
La spesa mensile per l'affitto in molti casi è all'origine della povertà di molte famiglie. Un equilibrio familiare legato ad un lavoro precario, dove il grosso del reddito è assorbito dall'affitto, è facilmente incrinabile da un banale imprevisto.
Ed ecco che il rischio di povertà diventa irreversibile.
A essere esposti a questo rischio sono soprattutto anziani, giovani coppie, famiglie monoreddito, giovani lavoratori che lasciano il Sud per trasferirsi al Nord e immigrati.
Nel 2006 in Lombardia sono state presentate circa 44 mila domande di alloggi di edilizia regionale pubblica, 16mila delle quali da stranieri. E le proiezioni parlano di un incremento fino a 45.700 domande nel 2009.
Assume un risvolto diverso per gli immigrati il problema della casa.
L'assenza di adeguate politiche di riqualificazione delle periferie, sempre più spesso quartieri-ghetto abitati solo da immigrati, unita ad una crescente ostilità da parte dei proprietari di case nei loro confronti ha indotto i cittadini stranieri a preferire l'acquisto all'affitto.
Così oggi in Lombardia 22 stranieri su 100 hanno una casa di proprietà a fronte degli 8 del 2001.
Tra le motivazioni che portano a questa decisione, secondo il rapporto della Caritas c'è il livello degli affitti per il 51,5% degli immigrati, seguito a ruota dalla necessità di stabilità (36,4%) alle difficoltà per trovare casa in affitto (16,8%).
30 / 09 / 2008
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