Aumentano le pensioni grazie al nuovo decreto, ma mancano i soldi per un bonus: la scelta del governo

Dal taglio del cuneo fiscale all’intervento sui redditi, dalle accise alle pensioni: tutte le misure in campo, del Dl Aiuti bis

Dl Aiuti bis (Pixbay)

Benché abbia ancora poco tempo per concludere il suo mandato legislativo. L’attuale Governo non si risparmia per cercare di agire al meglio per venire incontro alle esigenze di tutti. Infatti si sta discutendo sul Dl Aiuti bis.

Dl Aiuti bis, le ultime misure attuate

Si è concluso a Palazzo Chigi, un incontro del governo con i partiti, per illustrare le linee generali del decreto aiuti bis. A fare il punto sul nuovo decreto aiuti è il sottosegretario Roberto Garofoli.  Nonché il ministro dell’Economia Daniele Franco. Presente per il M5S, la Viceministra al Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) Alessandra Todde. All’incontro è poi seguito un confronto con le principali sigle sindacali.

I punti chiave

Tanti i punti chiave del decreto legge Aiuti bis, atteso domani in Consiglio dei ministri: secondo quanto riportano le principali agenzie stampa il taglio del cuneo fiscale. Potrebbe arrivare all’1,8%, a partire dal primo luglio e fino a fine anno. Viene invece confermato l’intervento sui redditi fino a euro 35 mila. Tuttavia, per la rivalutazione delle pensioni, si ipotizza un anticipo di tre mesi con un aumento del 2%. A partire da ottobre. Infine, risorse per euro 900 milioni, per prorogare di un altro mese. Il taglio di 30 centesimi delle accise sulla benzina: la misura scade il 21 agosto e la proroga dovrebbe estenderla fino al 20 settembre.

Inoltre si è dibattuto ancora sul bonus 200,00 euro. Infatti si sono stanziati ulteriori risorse per riconoscere questo bonus a un numero maggior di persone. Cioè, per questa nuova tranche di pagamento, il contributo sarà destinato ad altri 125 mila lavoratori dipendenti. Inizialmente rimasti esclusi. Pur avendo un reddito annuo inferiore a euro 35 mila.

Quindi, come già detto non c’è nessuna proroga del bonus. Visto che il governo non ha trovato le risorse per rinnovare una misura che ha riguardato oltre 30 milioni d’italiani. Tuttavia, con il decreto Aiuti, ci si è preoccupati di coloro che a causa di un cavillo. Non hanno potuto beneficiare del contributo, ossia per chi pur avendo una retribuzione mensile inferiore a euro 2.692. Non ha goduto dello sgravio contributivo dello 0,8% (portato al 2,2%), condizione indispensabile per avere diritto a euro 200,00.

Perciò, il decreto rivede i beneficiari del bonus per coloro che non lo hanno ricevuto, pur avendone diritto.

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