Stop cessione crediti Superbonus, clamorosa decisione del governo: cosa sta succedendo

Stop alla cessione dei crediti del Superbonus, questa la clamorosa decisione presa dal governo in queste ore. Vediamo nel dettaglio cosa prevede l’ultimo decreto fiscale varata dal consiglio dei ministri. 

La notizia è di quelle che sicuramente continuerà a fare scalpore sui giornali italiani anche nelle prossime settimane. Con una clamorosa e inaspettata retromarcia, il governo guidato da Giorgia Meloni ha infatti deciso di mettere fine alla cessione dei crediti sui bonus fiscali. La novità è contenuta nel nuovo decreto fiscale approvato dall’ultimo consiglio dei ministri. Dopo mesi di caos burocratico, in cui il mercato dei crediti fiscali del superbonus è letteralmente andato in tilt, alla fine è stata raccolta l’istanza di Giorgetti. 

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EcodiMilano

Da mesi infatti, il ministro leghista chiedeva di mettere in campo questa soluzione, per quanto estrema fosse. Secondo Giorgetti la misura appena intrapresa dal governo del centrodestra era inevitabile: una misura d’impatto che si rende necessario per bloccare gli effetti di una politica scellerata usata anche in campagna elettorale e che ha prodotto beneficio per alcuni cittadini ma posto alla fine in carico a ciascun italiano 2mila euro a testa. Questo è il bilancio di questa esperienza”.  

Stop cessione crediti superbonus, secondo Giorgetti il mercato dei crediti fiscali era andato in tilt

Giorgetti ha continuato nel suo intervento come nei prossimi giorni, si terranno degli incontri con tutte le categorie di settore. Lo scopo è quello è quello di calmierare il mercato dei crediti fiscali edilizi, che secondo il Ministro è ormai andato alla deriva. La decisione dunque è stata presa: sto a tutte le cessione del credito sui vari bonus fiscali varati negli ultimi anni. Nella norma viene posto in primo luogo l’assoluto divieto per gli enti pubblici di continuare ad acquistare questi crediti fiscali. 

E questo è dovuto al fatto che nel decreto legge, il governo ha deciso sostanzialmente di “neutralizzare” tutto il quadro normativo intorno a questo tema, e in particolare l’articolo 121 del Decreto Rilancio. Tutte le operazioni di acquisto fatte dopo questo decreto dai comuni, sono dunque illegittime. E come si può leggere nel testo, verranno contabilizzate a bilancio come indebitamento.

Per Giorgetti si tratta di una vera e propria vittoria contro quella che non ha mai esitato a definire una “politica scellerata”. Non è forse semplicissimo dargli torto, in quanto, secondo i numeri presentati dal ministro, il governo ha già concesso degli sconti in fattura per una cifra che entro marzo, sfiorerà quota 110 miliardi di euro. Nel decreto viene prevista un’eccezione che riguarda il superbonus per i condomini.

In questo caso viene infatti data la possibilità, per coloro che hanno già presentato la Cila(Comunicazione Inizio Lavori Asseverata), di poter ancora vedere il relativo credito d’imposta. 

Cosa cambia con le modifiche introdotte dal governo

Con il nuovo decreto, il governo Meloni ha poi deciso di eliminare la cessione del credito anche per la cessione dei crediti fiscali per interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione abitativa, per edifici di valore pari o superiore ai 200mila euro. Stesso discorso anche per i bonus che coprono tutte le spese su interventi per ridurre il rischio sismico 1,2, e 3 e di demolizione. Continuano dunque le modifiche da parte del governo al Superbonus, che già con la scorsa legge di bilancio era stato depotenziato. Lo sconto è infatti passato dal 110 per cento al 90 per cento, cambiano anche i parametri reddituali. Possono adesso accedere alla nuova versione del Superbonus, soltanto le famiglie che hanno un reddito Isee dichiarato pari o inferiore a 15mila euro. 

Non ci saranno ulteriori costi da sostenere, a patto però che la delibera per l’inizio dei lavori, sia stata approvata dall’assemblea condominiale prima del 25 del mese. Questo salvacondotto è valido anche per le villette unifamiliari, ma anche in questo caso, solo per coloro che hanno già presentato la Cila prima dell’entrata in vigore del decreto.

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