Reddito di Cittadinanza, rinviata ricarica di novembre: quando arriverà

Diversi percettori del Reddito di Cittadinanza non hanno ancora ottenuto la ricarica prevista lo scorso 27 ottobre. Vediamo cosa sta succedendo

I fruitori sono alla finestra in attesa di capire quale sarà la data in cui otterranno la rata del più noto ammortizzatore sociale. Ecco tutti i dettagli

Reddito di Cittadinanza
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Il Reddito di Cittadinanza farà molto discutere nei prossimi mesi. Il Governo Meloni ha intenzione di rivederlo rispetto a come viene erogato attualmente, ma al momento è ancora presto per capire come si evolverà la situazione.

Le novità faranno sicuramente capolino nel 2023 fino ad allora si andrà avanti con i medesimi criteri di questa fase. Sembra scongiura l’abolizione, ma molti beneficiari rischiano comunque di perdere il sussidio. Infatti dovrebbe essere concesso solo a chi non riesce a lavorare in virtù di reali impedimenti.

Reddito di Cittadinanza: la nuova data prevista per l’accredito

Adesso però il problema è un altro, ovvero la ricarica del mese di novembre. Molti percettori sicuramente ci avranno fatto caso, ma l’indennizzo del Reddito di Cittadinanza dello scorso 27 ottobre non è ancora arrivato. 

Per questo l’interrogativo sorge spontaneo: quale sarà la nuova data di erogazione? Lo slittamento potrebbe portare al pagamento negli ultimi giorni di novembre o al massimo ai primi di dicembre tramite una ricarica straordinaria. L’altra opzione è il 15 dicembre come arretrato.

I nuovi percettori invece in base al calendario dei pagamenti potranno godere della cifra spettante intorno al 15 novembre. Chi invece ha finito il periodo di 18 mesi di fruizione, dovrà osservare un mese di stop prima di poterlo richiedere. Il rinnovo può essere accordato a patto che sussistano ancora i requisiti per rientrare nel RDC.

In base ai dati pubblicati da Anpal, al momento coloro che usufruiscono della misura di sostegno in attesa di una nuova occupazione sono circa 919916. In futuro con tutta probabilità la cifra è destinare a calare drasticamente.

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Il commissario europeo per il lavoro e diritti sociali, Nicolas Schmit ha rimarcato però l’importanza di questo strumento, visto che attualmente in Europa più di una persona su cinque vive in stato di povertà. Anche per questo la Commissione europea si è schierata completamente a favore della misura.