Aumenti delle pensioni, la conferma è ufficiale: c’è la firma di Giorgetti

Il Decreto che sancisce l’aumento delle pensioni dal 1° gennaio 2023 è stato firmato dal Ministro dell’Economia Giorgetti. Vediamo cosa cambierà nel cedolino.

L’aumento è ufficiale, la rivalutazione da gennaio 2023 sarà del 7,3%. Scopriamo come l’adeguamento si tradurrà in cifre per i pensionati.

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La rivalutazione anticipata al mese di ottobre 2022 per gli ultimi tre mesi dell’anno non ha convinto i pensionati. Gli incrementi sull’assegno sono stati minimi soprattutto per i percettori di una pensione di basso importo. Dieci euro in più su un’entrata di neanche 600 euro contro un’inflazione che ha superato gli 8 punti percentuali servono a poco. Tra bollette, aumento dei prezzi dei generi alimentari, dei servizi, del carburante e di tanti altri prodotti, la situazione sta drammaticamente degenerando. I cittadini attendono un miracolo che possa sollevarli dal peso del costo della vita. Riuscirà il Governo Meloni a risollevare l’Italia e gli italiani?

Per il momento il Ministro dell’Economia Giorgetti ha firmato il Decreto che prevede l’aumento delle pensioni dal 1° gennaio 2023 proprio per l’adeguamento al costo della vita. La perequazione sarà del 7,3%. La percentuale è frutto del calcolo basato sulla variazione percentuale degli indici dei prezzi al consumo stabiliti dall’ISTAT lo scorso 3 novembre 2022.

Aumenti delle pensioni, basteranno per salvare i pensionati?

Applicare una rivalutazione del 7,3% su una pensione di 600 euro significa erogare 43 euro in più al pensionato. Salendo con l’assegno la perequazione non sarà più del 100% ma scenderà al 90% per importi compresi tra 4 e 5 volte il trattamento minimo per arrivare al 75% per assegni superiori 5 volte al trattamento minimo.

Carmelo Barbagallo, segretario generale della UIL Pensionati ha manifestato il suo apprezzamento per la decisione del Governo. L’incremento protegge – secondo Barbagallo – il potere d’acquisto delle pensioni dall’inflazione. Ma non basta. I sindacati chiedono anche minore pressione fiscale per i pensionati nonché l’allargamento della platea dei beneficiari della quattordicesima (ad oggi è riservata agli over 64 con reddito inferiore a 13.633 euro) e l’aumento dell’importo per chi già la riceve. Misure fondamentali da valutare contemporaneamente alle decisioni da prendere in merito alla Riforma delle Pensioni.

Troppo emergenze, poco tempo a disposizione

Giorgetti ha firmato il Decreto e la rivalutazione dovrà esserci. L’ipotesi di altri interventi per aumentare ulteriormente le pensioni è – al momento – presumibilmente da scartare. Giorgia Meloni, infatti, ha riferito ai sindacati che il tempo è ridotto per la creazione della Legge di Bilancio 2023 mentre le questioni da risolvere sono numerose. 

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Dall’uscita flessibile dal mondo del lavoro al Reddito di Cittadinanza, dai rincari di luce e gas agli stipendi dei lavoratori. Non occorre dimenticare, infatti, che non solo i pensionati ricevono assegni inadeguati al costo della vita. La maggior parte dei lavoratori ha stipendi insufficienti per contrastare efficacemente l’inflazione. Tra bollette, spesa alimentare, mutui e tutti gli altri rincari, tante famiglie si sono pericolosamente avvicinate alla soglia di povertà. Molti interventi, dunque, sono necessari e si spera che la rivalutazione per l’aumento delle pensioni sia solamente il primo passo del Governo Meloni.