Reddito di cittadinanza: il governo Meloni studia delle importanti novità, cosa cambierà per il sussidio

Uno degli obbiettivi del nuovo esecutivo è quello di rivedere la misura di sostegno, cambiando i requisiti per i percettori.

Come anticipato durante la campagna elettorale, il nuovo governo guidato da Giorgia Meloni, ha intenzione di modificare il reddito di cittadinanza.

i nuovi requisiti per il reddito
foto adobe

La misura, fortemente voluta dal Movimento Cinque Stelle, che ha evidenziato delle enormi pecche. Soprattutto, per quanto riguarda l’inserimento dei percettori nel mondo del lavoro. Infatti, la nuova inquilina di Palazzo Chigi, ha precisato che di voler mantenere il sostegno e laddove possibile aumentarlo per quei soggetti realmente fragili e non in condizioni di lavorare. Ma tutti gli altri devono trovare un impiego.

Le modifiche che dovrebbero essere apportate al sussidio

Stando all’impostazione di Fratelli D’Italia, il reddito di cittadinanza dovrebbe subire alcune modifiche. In primo luogo, verrebbe meno il discorso di eliminarlo per chi rifiuta due offerte di lavoro consecutive. Infatti, il sussidio dovrebbe essere concentrato su disabili, anziani e persone che non possono essere inserite nel mondo del lavoro. A loro, verrebbe concesso un assegno di solidarietà, che potrebbe rivelarsi anche più corposo rispetto a quanto si percepisce con il reddito di cittadinanza. Per coloro che, verrebbero privati del reddito, ci sarà la possibilità di usufruire del fondo sociale europeo.

Cosa cambia per il reddito di cittadinanza

Il cambiamento più importante, a seguito delle nuove soluzioni, sarà la riduzione del costo del reddito di cittadinanza. Infatti, questo dovrebbe essere dimezzatto rispetto ad oggi, dove la misura costa 9 miliardi l’anno. Per una platea, che poi fatica a trovare lavoro. Molti di questi, pur rispettando i criteri di età e salute, di fatto non hanno competenze sufficienti. Il compito di sanare queste lacune, doveva essere dei centri per l’impiego, che però non sono riusciti in questi tre anni e mezzo a rispettare questo obbiettivo.

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I dati diffusi da Anpal

Infatti, i dati resi noti da Anpal sono molto davvero preoccupanti. In quanto, il 72,8% non è riuscito a trovare un lavoro subordinato o parasubordinato negli ultimi tre anni. Si tratta di persone, stando sempre ai dati di Anpal, che esprimono alcune fragilità in merito al bagaglio con cui si affacciano al mondo del lavoro. Con molti di loro che, hanno conseguito al massimo il titolo di scuola media inferiore. Intanto, la nuova maggioranza, punta ad inserire le agenzie private nel processo di ricerca di lavoro, in attesa che venga effettuata una riforma organica. In ogni caso, le novità più importanti sul reddito di cittadinanza dovrebbero arrivare nei primi mesi del nuovo anno. Vista la difficoltà di inserirle nella prossima legge di bilancio, che sarà dedicata principalmente all’emergenza energetica.