Pensioni, aumenta la tredicesima: i vantaggi della decontribuzione

Dicembre è un mese molto atteso per i pensionati, che riceveranno la tredicesima mensilità delle loro pensioni.

Assieme a questo secondo assegno però, ci saranno anche una serie di vantaggi che aumenteranno la cifra percepita dai pensionati nell’ultimo mese dell’anno.

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Pixabay

Si tratta della decontribuzione anticipata al 2%, una misura voluta dal governo Draghi prima della sua caduta e che anticipa una decisione presa per il 2023. L’obiettivo è quello di aiutare i pensionati e le famiglie ad affrontare l’inverno, reso complesso dagli aumenti del prezzo dell’energia e di conseguenza delle bollette, nonché dalla conseguente inflazione che sta colpendo tutto il mondo e il nostro paese in particolare.

Conguagli e decontribuzione, di quanto aumenta la tredicesima?

L’aumento delle pensioni è dovuto soprattutto a due istanze, la decontribuzione e il conguaglio allo 0,2%. La prima misura prevede l’aumento dallo 0,8% al 2% della decontribuzione per tutte le pensione e gli stipendi dei lavoratori dipendenti a partire dal luglio del 2022. Questa norma è retroattiva, quindi prevede rimborsi per i soldi non versati in passato. Si tratta dell’anticipo di una decisione già presa per il 2023.

Il governo Draghi ha deciso di applicare questa norma con sei mesi di anticipo per rendere più semplice la seconda parte dell’anno per pensionati e dipendenti. La norma quindi è già entrata in vigore, e aumenterà quindi ogni mese le pensioni del 1,2%. Questo non include soltanto le mensilità regolari, ma anche la tredicesima, che quindi aumenterà. Non tutti però riceveranno questo aumento, che non sarà erogato a coloro che ricevono una pensione superiore ai 2700 euro.

C’è poi da considerare il conguagli dello 0,2%, che scatta a novembre ma che è retroattivo fino a gennaio del 2022. L’inflazione ha infatti ecceduto ogni aspettativa e le pensioni si adeguano in modo che i pensionati non perdano troppo potere d’acquisto. Dall’1,7% previsto quindi, il conguaglio passa all’1,9% con un aumento appunto dello 0,2% che arriverà a novembre e avrà poi effetto anche sulla tredicesima.

Bonus 150 euro, in arrivo anche per le pensioni

Insieme alla tredicesima e a tutti questi aiuti, il governo Draghi aveva previsto un ulteriore sussidio, il bonus 150 euro. Entrato in vigore a novembre per coloro che sono più facilmente raggiungibili da queste misure, pensionati e lavoratori dipendenti, è una replica ridotta nella platea e nell’importo del bonus 200 euro di luglio. A differenza del primo bonus infatti, che era disponibile a tutti coloro che percepivano un ISEE inferiore a 35.000 euro, questo è riservato a chi rimane sotto i 20.000 euro annui.

Il bonus sarà elargito a novembre sia per i pensionati che per i percettori della pensione di cittadinanza, del reddito di cittadinanza e di stipendi da lavoratore dipendente. Sarà più complesso accedervi per partite IVA, lavoratori stagionali, dottorandi e percettori di un assegno di ricerca, nonché lavoratori con contratti di collaborazione. Costoro dovranno richiederlo tramite un’apposita piattaforma già sperimentata con il bonus 200 euro.

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Questi vantaggi, esattamente come l’anticipo della decontribuzione, sono stati pensati dal governo Draghi per rendere meno difficile l’inverno tra il 2022 e il 2023, caratterizzato da prezzi in rialzo e bollette sempre più salate, a causa dell’inflazione e della crisi energetica che ha colpito l’Europa.