Prezzo benzina, ecco chi è il vero colpevole dell’aumento: non ci crederete

Le accuse mosse ad alcuni degli intermediari comprendono la comunicazione obbligatoria al Ministero dello Sviluppo sul prezzo alla pompa.

prezzo benzina
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All’inizio del 2022 abbiamo assistito ad un rincaro dei prezzi della benzina mai visto prima e nessuno sapeva chi e perché stesse gonfiando il costo del carburante in quel modo.

La Guardia di Finanza ha effettuato dei controlli e oltre la metà dei controllati aveva violato qualche legge, come ad esempio la comunicazione obbligatoria al ministero dello Sviluppo economico del costo alla pompa di benzina e il rispetto degli obblighi di comunicazione ed esposizione dei prezzi.

Rincaro prezzi carburante, chi sono i colpevoli

Nel corso di un’indagine svolta dalla Guardia di Finanza circa i primi 5 mesi dell’anno corrente è stato stabilito che su 1.320 interventi diretti sul prezzo praticato dei distributori di benzina, la Guardia di Finanza ha accertato ben 690 violazioni. In altre parole vuol dire che la metà delle pompe controllate utilizzava dei prezzi “gonfiati”.

L’indagine che ha portato a questi risultati fa parte di un contesto ancora più grande organizzato dal Governo all’inizio del 2022, cercando di risollevare la situazione critica creatasi dall’aumento dei prezzi del carburante che stava avvenendo in quelle settimane. Ovviamente la Guardia di Finanza, in collaborazione con l’Antitrust, ha giocato un ruolo cruciale nell’intera operazione sia in ambito investigativo che giudiziario.

Sono stati due i temi centrali dell’indagine portata avanti dal Governo: innanzitutto le manovre speculative ai danni dei consumatori e in secondo luogo le frodi fiscali, soprattutto in ambito energetico. Sono state diverse le truffe fiscali nell’ambiente energetico e tutto questo non ha creato altro che un dumping nei confronti degli operatori onesti. Al termine dell’indagine sono stati confiscati dal nucleo operativo della Guardia di Finanza ben 177mila tonnellate di prodotti energetici oggetto di frode.

Il caso delle 690 violazioni tra i detentori delle pompe di benzina, invece, ha svelato l’arcano circa l’aumento davvero sconsiderato dei prezzi della benzina dei primi mesi di quest’anno (in alcuni comuni il prezzo della benzina al litro è arrivato a costare più di 5 euro).