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Richiamato prosciutto cotto: non mangiatelo, rischi per la salute

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Emiliano Fumaneri

Ancora un richiamo alimentari dagli scaffali dei supermercati: ecco il prodotto ritirato e i lotti interessati.

Sappiamo tutti molto bene quanto sia importante proteggere la salute da cibi potenzialmente nocivi. Un compito nel quale il Ministero della Salute assolve un ruolo di fondamentale importanza.

Eco di Milano

La protezione della salute dei consumatori da alimenti rischiosi passa in primo luogo attraverso i richiami alimentari, che mettono in guardia i consumatori dai prodotti potenzialmente dannosi in circolazione sul mercato, dando così modo di evitare pericoli e rischi.

Un lavoro di controllo che vede in prima linea il Ministero della Salute, impegnato a monitorare costantemente gli alimenti per verificare che non siano contaminati o etichettati in maniera non conforme alla legge. Per poi intervenire con rapidità e scongiurare i rischi per la salute pubblica. Con lo strumento dei richiami alimentari, il Ministero della Salute riesce a tutelare efficacemente i singoli e le famiglie dal pericolo degli alimenti pericolosi per la salute.

Ecco il prodotto ritirato dagli scaffali

Detto questo, scopriamo qual è uno degli ultimi alimenti ad essere stato richiamato dagli scaffali dei supermercati, le ragioni all’origine del ritiro e i lotti interessati.

Uno degli ultimi ritiri alimentari risale a due giorni fa. In data 7 febbraio, infatti, sul sito del Ministero c’è una nuova allerta nella sezione appositamente dedicata agli avvisi dei richiami alimentari. In questo caso il prodotto ritirato è il Prosciutto cotto Alta Qualità del marchio Il Tagliere del Re. Invece il nome o la ragione sociale dell’OSA a nome del quale il prodotto è commercializzato è ALDI S.r.l. Il nome del produttore è Motta S.R.L.. La sede dello stabilimento si trova in Via Capuana 44, 20825, a Barlassina (Monza e Brianza), Italia. Il formato del prodotto ritirato è di 750 grammi.

Quali sono i lotti ritirati

Ecco quali sono i lotti del prosciutto cotto alta qualità che sono stati ritirati dal mercato:

  • L225139

La data di scadenza o il termine minimo di conservazione è fissata entro il 21/02/2023. Quanto alla ragione del ritiro immediato del prosciutto cotto dai supermercati Aldi, sul sito del Ministero si può leggere questa motivazione: “presenza dell’allergene soia non dichiarato in etichetta”.

Invece nelle avvertenze si può leggere: “Il prodotto non deve essere consumato da soggetti allergici alla soia e può essere restituito in tutte le filiali ALDI. Il prezzo di vendita sarà rimborsato anche in assenza dello scontrino. Per eventuali richieste di chiarimento si prega di contattare il Servizio Clienti ALDI al seguente numero: +39 800 370 370 (lun-ven 8:30-17:00, sab 8:00-14:00)”.

Allergie alla soia: rischi per la salute e sintomi

Le allergie alla soia rappresentano un problema sempre più comune e diffuso, da non sottovalutare assolutamente. In mancanza di una diagnosi corretta, infatti, possono portare all’insorgenza di tutta una serie di disturbi e anche di gravi sintomatologie.

Come possono manifestarsi le allergie alla soia? In diversi modi: i tipici sintomi dell’allergia alla soia sono le eruzioni cutanee, le difficoltà respiratorie, i problemi di digestione (nausea o vomito).

Le proteine della soia all’origine delle reazioni allergiche provengono principalmente dalla farina di soia contenuta negli alimenti trasformati o da altre forme di soia cotta o cruda e dai suoi prodotti. Spesso l’allergia alla soia riceve una diagnosi sbagliata perché i sintomi possono manifestarsi in una forma differente rispetto a quelli di tante altre allergie alimentari. La cosa migliore da fare dunque è quella di sottoporsi il prima possibile a un test medico per individuare la causa dei sintomi.

A chi ha avuto di recente una diagnosi di allergia alla soia viene raccomandato di evitare il contatto coi prodotti a base di soia. In caso si sospetti che l’alimento possa contenere un allergene della soia, si rivela di estrema importanza leggere l’etichetta del prodotto. L’allergia alla soia non ha una cura definitiva, seguire i protocolli suggeriti da un allergologo e monitorare attentamente i fattori scatenanti può aiutare a mantenere al sicuro le persone che soffrono di questa condizione

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Emiliano Fumaneri

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