Una sera d’inverno, luci che si accendono in piazza, un palco che respira: al Teatro Civico Roberto de Silva arrivano Ale & Franz con Capitol’ho, un viaggio ironico tra memorie vive e nuove sorprese.
C’è una data da segnare: febbraio 2027. Al civico di piazza Jannacci 128, il Teatro Civico Roberto de Silva ospita un evento speciale. Tornano Ale & Franz, coppia che ha attraversato tre decenni di risate condivise. Non è solo un ritorno. È una verifica del presente: che cosa ci fa ridere oggi? E come ci parla, ancora, quel modo tutto loro di stare in scena, spalla contro spalla, sguardo laterale, silenzi che fanno rumore?
Li abbiamo conosciuti negli anni di “Zelig”. Li abbiamo riconosciuti nella semplicità di una panchina. Due uomini qualunque, due voci che inciampano nella verità passando per la gag. La loro forza è rimasta la stessa: tempi comici puliti, lingua viva, un umorismo che non cerca il bersaglio facile. Hanno formato un immaginario, e ci siamo entrati in molti, generazioni diverse, spesso nella stessa famiglia.
È da qui che parte Capitol’ho. Il titolo gioca con l’idea di capire e capitolare. Non spiega, suggerisce. Prima ti devia, poi ti riporta a casa. E la casa, stavolta, è il teatro: luogo in cui l’istante decide tutto e ogni risata è un accordo firmato in platea. La promessa è chiara: una carriera trentennale rivista senza polvere, affiancando i personaggi iconici e surreali a nuovi ospiti pronti a varcare la soglia del loro universo.
La firma autoriale rassicura: testo scritto da F. Villa, A. Besentini, A. Ferrari e A. De Santis. La regia di Alberto Ferrari tiene insieme ritmo e sguardo, giostra i registri, apre spiragli. Qui entra il punto: lo spettacolo non insegue la nostalgia. Mescola le carte. Cambia punto d’osservazione. Scommette su interazioni inedite e incastri rapidi. Le scene si rincorrono senza lasciare code, con battute chiare e transizioni nette, come in un album che alterna hit e tracce nuove senza perdere identità.
Luogo: Teatro Civico Roberto de Silva, piazza Jannacci 128. Quando: febbraio 2027. L’evento viene presentato come speciale, con focus sul rapporto diretto con il pubblico. Al momento non risultano pubblici calendario completo e orari ufficiali. Stessa cosa per prezzi e modalità di vendita: verificate sui canali del teatro prima di mettervi in fila. La richiesta, prevedibile, sarà alta.
Cosa aspettarsi? Dialoghi tagliati al millimetro. Piccole derive assurde che svelano il quotidiano. Una regia che respira con gli attori e li porta a giocare sui bordi. Non è difficile immaginare il pubblico a fare da terzo personaggio. Capita spesso con loro: la risata nasce in sala mezzo secondo prima della battuta, come se ci si riconoscesse nel non detto.
Ricordo una sera, anni fa: la gente si scambiava frasi di uno sketch come fossero pezzi di una canzone. È un gesto antico, popolare, che vale più di mille recensioni. Dice una cosa semplice: quelle parole ci somigliano. Forse è per questo che Ale & Franz restano centrali. Non ti chiedono di credere a un mondo, te lo fanno intuire. E quando il sipario si chiude, quel mondo continua.
Allora, dove ci incontriamo stavolta? Sotto le luci di piazza Jannacci, magari. O su una panchina immaginaria, con il freddo che pizzica e la città che aspetta il primo applauso. In fondo, ogni ritorno in teatro è una domanda. E ogni risata ben piazzata è già una risposta.
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