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Fare la spesa al sud conviene più che al nord: attenzione, c’è aria di cambiamento…

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Valentina Trogu

Secondo i dati Codacons fare la spesa nelle regioni del sud Italia è più conveniente che al nord Italia. Variano i prezzi dei prodotti e dei servizi ma la rotta potrebbe invertirsi.

Una convenienza non destinata a durare. Scopriamo quali sono le previsioni del prossimo futuro.

eco di milano

L’inflazione continua a salire e nonostante le previsioni di calo dei prezzi di luce e gas ogni altro prodotto continua a presentare costi improbabili. Fare la spesa al supermercato è diventata un’impresa poco sostenibile da tante famiglie italiane. I prezzi sono aumentati nelle ultime settimane raddoppiando la cifra sullo scontrino. In alcune regioni italiane, naturalmente, gli incrementi registrati sono stati superiori mostrando un netto divario tra nord e sud.

La citta più cara? Nessuno si stupirà nel sapere che si tratta di Milano. E non solo per quanto riguarda i generi alimentari. Gli affitti, ad esempio, sono aumentati dell’11% per i fuori sede con riferimento ad una stanza singola. La generalizzazione, però, non è possibile. Una città considerata cara da un punto di vista può risultare conveniente da un altro. Roma, ad esempio, è cara nel settore immobiliare ma un cappuccino costa meno che in altre città metropolitane.

Fare la spesa da nord a sud, le stime dei prezzi

Milano è cara sia in relazione agli affitti che ai generi alimentari. Un paniere composto da frutta, verdura, pane, carne e pesce costa secondo il Codacons circa 116 euro ossia il 17,7 in più rispetto la media nazionale. Risulta cara anche Aosta con un paniere di 110 euro seguita da Genova e Trieste con 107 euro di spesa.

La classifica continua con Bologna (105 euro), Firenze (104,70 euro di paniere), Trento con 104,68 euro, Torino con 103,96 euro e Roma con 101,92 euro. Seguono Perugia, Venezia e Cagliari con rispettivamente 101,05 euro, 98,95 euro e 97 euro. Prezzi più bassi per Bari con 88,85 euro, Pescara con 87,17 euro, Palermo con 86,97 euro e Catanzaro con 79,33 euro. Ottimo risultato per Napoli dove un paniere costa la metà rispetto a Milano ossia 75 euro.

I prodotti nel dettaglio

Da regione a regione è interessante notare come possa cambiare significativamente il costo del petto di pollo. La città meno cara è Pescara con 8,82 euro al chilo. Il pesce costa meno al sud, naturalmente, ma in generale gli aumenti hanno colpito tutte le regioni italiane. A Roma le alici salare costano 9,71 euro al chilo. Il salmone a Milano ha raggiunto i 30 euro al chilo. La capitale, però, batte tutti per il prezzo di un cappuccino. “Solo” 1,18 euro contro 1,68 euro di Trento.

Poi ci sono altri beni e servizi da considerare. Tagliare i capelli costa di più a Trieste per gli uomini – 26 euro – e meno a Catanzaro – 14 euro. Per le donne, invece, la città dai prezzi più esosi è Bari con 27,2 euro mentre la più economica è Napoli con 11,8 euro. La tintoria conviene a Torino dove per lavare e stirare un abito chiedono 8,43 euro. Nota dolente il dentista. I prezzi sono alti ovunque ma meno traumatici a Napoli.

Infine, il Codacons ha creato un paniere di servizi con visita ginecologica, bar, parrucchieri, dentisti e così via. La città più cara è risultata Aosta con 458 euro seguita da Trento e Milano con 435 euro e Trieste con 421 euro. Più economiche Palermo, Pescara e Napoli con 270, 279 e 241 euro.

Conclusioni

Il sud Italia continua ad essere economicamente più conveniente ma un dettaglio deve essere sottolineato ad onor del vero. Proprio nelle regioni meridionali si sono registrati gli aumenti più elevati. Insomma, anche al sud i cittadini devono fare i conti con spese maggiori rispetto diversi mesi fa.

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Valentina Trogu

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