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Carburanti, il governo prolunga il taglio delle accise: ma l’emergenza energia pesa già su famiglie e imprese

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Antonio Russo

Nuova proroga fino al 22 maggio per il taglio delle accise sui carburanti. Cresce però l’allarme per rincari e inflazione.

Il governo allunga ancora la durata degli sconti sui carburanti e prova a contenere l’impatto dell’emergenza energetica su famiglie e imprese. Il Ministero dell’Economia ha infatti deciso di prorogare per altri dodici giorni il taglio delle accise su benzina e gasolio, mentre sullo sfondo resta alta la tensione sui mercati internazionali dell’energia.

Pompa di benzina – ecodimilano.com

A rilanciare il tema è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto a Bergamo davanti agli allievi ufficiali della Guardia di Finanza. Nel suo discorso ha invitato a reagire agli shock economici con pragmatismo, sottolineando la necessità di «aprire a soluzioni innovative e realistiche, senza preconcetti».

Secondo Giorgetti, le grandi crisi della storia – dalla Grande depressione del 1929 fino alle recenti crisi finanziarie ed energetiche – hanno dimostrato come alcune politiche possano aiutare a uscire dalle difficoltà, mentre altre rischiano invece di aggravare la situazione. Un messaggio che arriva mentre l’esecutivo tratta con l’Europa per ottenere maggiore flessibilità sulle regole del Patto di stabilità.

Proroga degli sconti sui carburanti: cosa cambia

Il nuovo decreto ministeriale, annunciato dal Mef e in fase di pubblicazione, conferma il prolungamento del taglio delle accise dal 10 al 22 maggio. Si tratta della seconda fase dell’intervento varato dal governo Meloni dopo l’ultimo Consiglio dei ministri.

La prima tranche dello sconto, attiva dal 2 maggio fino a oggi, era stata finanziata con 146,5 milioni di euro provenienti dalle sanzioni Antitrust. Ora invece il governo utilizza il maggiore gettito IVA registrato ad aprile, pari a 191,2 milioni di euro, sfruttando il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”.

La riduzione resta differenziata tra i due carburanti:

  • gasolio: sconto di 24,4 centesimi al litro;
  • benzina: riduzione di 6,1 centesimi al litro.

Una scelta che punta soprattutto a sostenere il settore del trasporto merci e a limitare l’effetto domino sui prezzi dei beni di consumo.

Resta però una misura temporanea e molto onerosa per le casse pubbliche. Senza nuovi interventi, dal 23 maggio il prezzo della benzina potrebbe tornare vicino ai 2 euro al litro, soglia già raggiunta in alcune tratte autostradali, mentre il gasolio rischia di avvicinarsi ai 2,30 euro al litro.

A incidere sono soprattutto il rialzo del Brent e le tensioni internazionali legate allo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici per il commercio mondiale del petrolio.

Energia e inflazione: cresce la pressione su famiglie e aziende

L’aumento dei costi energetici ormai non si ferma più ai distributori. Gli effetti si stanno trasferendo rapidamente sulle bollette, sui trasporti e lungo tutta la filiera alimentare, con conseguenze dirette sul carrello della spesa.

Secondo le stime della Cna, se petrolio e gas dovessero mantenersi sugli attuali livelli di prezzo, nel 2026 una famiglia media italiana potrebbe spendere circa 1.000 euro in più tra luce, gas, carburanti e alimentari. Per le famiglie con figli, il rincaro potrebbe arrivare fino a 1.300 euro annui.

Ancora più pesante il bilancio elaborato dalla Cgia di Mestre, che calcola un aggravio complessivo di quasi 29 miliardi di euro per famiglie e imprese rispetto al 2025.

Anche il comparto agricolo lancia l’allarme. Secondo Filiera Italia, l’aumento dei costi di energia e fertilizzanti comporta rincari superiori ai 255 euro per ettaro, mettendo sotto pressione l’intero settore primario.

Il governo apre il confronto con la grande distribuzione

Per cercare di arginare il rischio di speculazioni sui prezzi alimentari, il governo prepara ora un tavolo con la grande distribuzione organizzata.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato un incontro previsto per la prossima settimana insieme al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. L’obiettivo è aumentare la trasparenza nella formazione dei prezzi e chiarire il rapporto tra costi di produzione, trasporto, margini commerciali e prezzo finale dei prodotti alimentari.

L’esecutivo punta così a contenere l’impatto dell’inflazione energetica sui consumatori, in una fase in cui il caro carburanti continua a rappresentare uno dei principali fattori di pressione sull’economia italiana.

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Antonio Russo

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