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Postepay, attenzione a questo particolare: il tabaccaio potrebbe negare la ricarica

Published by
Antonio Pilato

Tutte le novità inerenti la Postepay nel 2023. Uno in particolare potrebbe compromettere il buon esito della ricarica dal tabaccaio

Cosa bisogna sapere in merito a questo strumento di cui molti italiani si avvalgono da diversi anni per compiere diverse transazioni fisiche ed online.

Eco di Milano

La Postepay è tra le carte prepagate più diffuse in Italia e le previsione di utilizzo per i prossimi due anni sono ancor più prosperose. Naturalmente ci sono delle regole da seguire anche per dar manforte alla lotta all’evasione fiscale.

Spesso e volentieri la ricarica della Postepay avviene dal tabaccaio che è tenuto a ricaricarla ogni volta che lo si richiede. Esiste però un eccezione, che mette il commerciante nella posizione di rifiutare l’operazione.

Postepay e le ricariche effettuate dal tabaccaio: il particolare da non trascurare

Prima di capire questo aspetto è necessario capire quali tipologie di carte esistono attualmente. Quella base consente di fare acquisti e prelievi ma non dispone di Iban, ragion per cui si può optare per la Evolution che invece è dotata del codice necessario per effettuare e ricevere i bonifici.

Al passo coi tempi Poste Italiane ha ideato un’applicazione che è decisamente utile a tenere tutto sotto controllo. In qualsiasi momento si possono verificare entrate, uscite, prelievi e versamenti. 

Per quanto concerne le modalità di ricarica sono varie le opzione tra cui poter scegliere, tra cui quella di recarsi fisicamente presso l’Ufficio Postale e richiedere una ricarica. Per evitare lunghe code ci si può avvalere anche dell’app dedicata e del sito di Poste Italiane. 

Resta però un’altra alternativa a cui molte persone, in particolare quelle meno avvezze alla tecnologia sono legate, ovvero la ricarica presso il tabaccaio. Quest’ultimo può ricaricare fino a 997,99 euro in contanti. 

Può però accadere che non conceda il benestare all’operazione. Per quale motivo può accadere ciò? Semplice, se il richiedente è sprovvisto di codice fiscale e documento d’identità regolare che sia associato alla carta. Se mancano questi due titoli non è possibile portare a termine il procedimento.

Altro caso riguarda quando si incarica un soggetto terzo a fare la ricarica, ad esempio una madre che si prodiga di farla per il figlio. Tecnicamente non è un’operazione corretta e l’esercente fiscale anche a fronte della presentazione di tutti i documenti potrebbe lecitamente rifiutarsi di ricaricare la carta.

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Antonio Pilato

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