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Camino, attenzione alla legna che usiamo: quali sono i possibili rischi

Published by
Antonio Pilato

La scelta della legna che bruciamo nel camino di casa va fatta con cura per diverse ragioni. Ecco le indicazioni da seguire per non sbagliarsi al momento dell’acquisto

Stesso discorso anche per quanto riguarda le stufe che vengono alimentate con la legna. Questa attività preventiva consente inoltre di risparmiare un bel po’

Eco di Milano

Il riscaldamento domestico ha raggiunto ormai vette esorbitanti e lo si evince dalle bollette sempre più onerose che arrivano alla fine del mese. Per questo aiutarsi con sistemi alternativi può essere propedeutico al risparmio.

Ad esempio il camino o la stufa a legna in una fase come questa caratterizzata dai rincari sono delle vere e proprie ancore di salvezza. Inoltre garantiscono dei risultati in termini di efficienza piuttosto importanti.

Camino: quali regole seguire per scegliere il legno migliore

La legna che si utilizza per alimentare questi strumenti va però selezionata con la massima cautela. Infatti alle volte si finisce per acquistare della merce scadente che non è per niente salutare per l’organismo umano. Può infatti capitare che la legna sia tossica.

A ciò va aggiunto che il legno scadente brucia velocemente e ciò non è positivo né per il riscaldamento dell’ambiente né per le proprie tasche. Se la combustione è troppo rapida avremo bisogno di un maggiore quantitativo di legna, il che si traduce in una spesa superiore.

Inoltre, non tutti gli alberi sono adatti a questo genere di attività. Alcuni bruciano meglio di altri e per questo sono preferibili. Deve essere stagionata di almeno 18 mesi. La si riconosce per il suo colorito più scuro e per le spaccature sul ceppo. In caso contrario potrebbe essere ancora umida all’interno e fa fatica a bruciare e disperde energia per assorbire il calore.

I rischi per la salute

Chiaramente sconsigliato il legno trattato (infissi, sedie e mobili per intenderci) che potrebbe rilasciare nell’aria solventi, colle e vernici oggettivamente dannose. Anche gli scarti di falegnameria vanno evitati così come il laminato plastico e il truciolare.

Passando alle tipologie di alberi, abete rosso, bianco, pino silvestre o marittimo contengono un quantitativo maggiore di resina al loro interno. Per questo andrebbero utilizzati con cautela visto che potrebbero generare fumi tossici. Da verificare sempre il faggio che notoriamente assorbe molta umidità mentre il carpino nero, il frassino e la roverella hanno un alto potere calorico. 

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Antonio Pilato

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