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Ordinanze anti botti di Capodanno: la risposta del Tar non farà piacere

Published by
Valentina Trogu

Il Tar si è espresso sulle ordinanze anti botti di Capodanno che numerosi Comuni vorrebbero attivare. La palla passa allo Stato.

È un chiaro e sonoro “no” quello del Tar nei confronti della normativa con la quale il Comune di Milano voleva vietare i botti e i fuochi d’artificio nella notte del 31 dicembre.

Eco di Milano

La risposta del Tar sconvolgerà tanti italiani specialmente quelli che hanno animali domestici come amici a quattro zampe. Ogni anno nella notte del 31 dicembre botti e fuochi d’artificio brillano nei cieli delle città italiane. Disegni pirotecnici belli, affascinanti ma altamente pericolosi per cani e gatti. Il suono è talmente forte per le loro orecchie che è possibile che per la paura si sentano male, fuggano disorientati o muoiono. I padroni per tutelare gli animali devono mettere in pratica alcuni accorgimenti o altrimenti rischiano di perdere una parte importante della famiglia. Questa possibilità, però, non è stata sufficiente a convincere il Tar ad accettare la norma che il Comune di Milano avrebbe voluto attivare. Un’ordinanza anti botti di Capodanno che avrebbe giovato non solo a cani e gatti ma anche all’ambiente. Si parla tanto di svolte green ma quando è il momento di fare un passo in questa direzione ci si ferma e si torna indietro, ancorati alle abitudini di una vita.

Le ordinanze anti botti non sono legali, ecco la risposta del Tar

La motivazione del Tar è chiara, le ordinanze che vietano di scoppiare botti e sparare in cielo i fuochi d’artificio non sono legali. Via libera, dunque, a mortaretti di ogni tipo sperando che le dita saltate siano meno rispetto quelle degli anni precedenti ma, soprattutto, sperando che gli animali sopravvivano alla paura.

Il Comune di Milano avrebbe voluto fare un favore agli amici a quattro zampe ma principalmente all’ambiente limitando l’impatto sulla qualità dell’aria nel capoluogo lombardo. Ma i venditori di botti si sono rivolti al Tar spaventati all’idea di perdere ingenti guadagni e il Tribunale ha dato loro ragione dicendo che della questione si deve occupare lo Stato e non ogni singolo Comune.

L’appello al Governo da parte del Comune di Milano

Serve l’intervento dello Stato? Ebbene, il Comune di Milano ha deciso di rivolgersi direttamente al Governo per cercare di trovare una soluzione il prima possibile. Nel frattempo la notte del 31 dicembre si avvicina e l’unica strada sembrerebbe essere quella di sensibilizzare la cittadinanza. Aprire gli occhi della popolazione sulle conseguenze negative dei botti e dei fuochi d’artificio sia sull’ambiente che sui poveri animali che si ritrovano nel bel mezzo di un bombardamento. Servirà? La sensibilità, purtroppo, non è comune a tutti gli uomini. Di conseguenza crediamo che solo un intervento dall’alto possa risolvere la questione che ogni anno puntualmente si ripresenta.

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Valentina Trogu

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