Tredicesima, le tasse se ne prendono un quarto! L’allarme della CGIA

Uno studio della Cgia di Mestre avverte che il 25% delle tredicesime degli italiani verrà eroso dalle tasse. 

Non solo, ma questo dicembre gli italiani spenderanno sempre meno per i regali di Natale, a causa di una serie di fattori di incertezza che li porterà al risparmio.

Tredicesima
Eco di Milano

L’inflazione e la crisi energetica infatti spingeranno le famiglie ad un’ulteriore attenzione nelle spese, e questo potrebbe rallentare l’economia e pesare sul settore del commercio al dettaglio. Si preannuncia quindi un Natale all’insegna del risparmio, con meno della metà dei soldi normalmente spesi in regali. Una situazione problematica su cui le tasse pesano più del solito.

Tredicesima, fisco e inflazione

La tredicesima mensilità fu ideata per spingere le spese nel periodo natalizio. Di fatto un doppio stipendio, che permette a pensionati e lavoratori dipendenti di ricevere più soldi sotto le feste. Quest’anno però, secondo uno studio della CGIA di Mestre, un quarto della cifra emessa andrà allo stato sotto forma di tasse, invece che ai lavoratori. A ricevere la tredicesima saranno quasi 40 milioni di persone tra dipendenti e pensionati, per un totale di quasi 47 miliardi di euro.

Di questi però 11,4 saranno assorbiti dal fisco, e quindi la cifra si ridurrà a soli 35,5 miliardi di euro. La previsione di spesa di questi soldi è però radicalmente cambiata rispetto al passato. A causa della crisi energetica e dell’inflazione infatti, buona parte di questi soldi andrà a coprire le spese comuni. Generi alimentari, bollette e beni di prima necessità sostituiranno i regali di Natale nelle voci di spesa delle famiglie italiane in questo dicembre.

Questo causerà, sempre secondo l’associazione delle piccole imprese e degli artigiani, un rallentamento ulteriore del mercato dei prodotti al dettaglio. Gli esercenti sentiranno più di tutti questo calo, e dovranno affrontare quindi un inverno non solo inflazionistico, ma anche più povero rispetto a quello del 2021.

Natale, spese in calo

Per questo Natale è quindi prevista una netta riduzione delle spese per i regali. Meno di dieci anni fa la spesa delle famiglie italiane nel periodo delle festività arrivava a 20 miliardi di euro, un bacino di denaro che si riversava nell’economia nazionale ogni anno. Dopo anni di crisi e dopo la pandemia, l’ammontare delle spese si è ridotto a meno della metà, e nel 2022 sarà soltanto di 9,5 miliardi di euro. 

Dal primo dicembre, quando le prime tredicesime arriveranno sui conti corrente dei pensionati, gli italiani utilizzeranno questi soldi nelle spese di tutti i giorni, dalle bollette ai generi di prima necessità. I bonus forniti dal governo tutelano le classi più esposte, ma non la classe media che è quella che solitamente spende di più in questo periodo, e che non essendo toccata dal grosso dei bonus dovrà rinunciare ad alcune spese superflue per mantenere il proprio stile di vita.

Una parte del motivo per cui gli italiani spendono meno a dicembre è l’usanza del Black Friday. Mutuata dagli Stati Uniti, dove i negozi scontano i propri prodotti nel venerdì dopo il giorno del ringraziamento, l’ultimo di novembre, il Black Friday si è esteso fino a coprire le ultime due settimane del mese. Così in molti anticipano l’acquisto del grosso dei regali, riducendo le spese a dicembre e causando questo picco verso il basso di spesa. Anche il tipo di regali sta cambiando, con un aumento di quelli digitali, come gli abbonamenti alle piattaforme di streaming.

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