Ricevere delle chiamate mute è ormai una prassi piuttosto comune. Analizzando la situazione però è meno spaventosa di ciò che sembra
Scopriamo maggiori dettagli in modo tale che le persone che si ritrovano alle prese con queste telefonate non si allarmino in maniera eccessiva.
10Eco di MilanoLe chiamate mute sono orami diventate sempre più abituali. Nell’arco della giornata in media almeno una capita quasi tutti i giorni. Di primo impatto si prova una sensazione quasi di timore accompagnata dalla sensazione di essere entrati nelle mire di qualche malintenzionato.
Nulla di tutto ciò per fortuna, ma resta comunque una situazione da risolvere anche per allievare lo stress ed evitare inutili perdite di tempo. Il primo passo è capire chi è “il nemico” che come detto non è così ostico.
Nella maggior parte dei casi è quasi sempre un numero che non abbiamo in rubrica e al momento della risposta non si sente parlare nessuno dall’altro lato, poi ad un certo punto la chiamata si interrompe prima che possiamo farlo noi.
L’istinto ci porta subito a richiamare, ma anche in questo caso non si riesce ad interagire. Infatti il numero non risulta attivo. Il motivo di tutto questo teatrino in realtà è molto più semplice di ciò che si crede.
In pratica la spiegazione delle telefonate mute nasce del fatto che i call center assumono un numero maggiore di operatori rispetto alle loro possibilità. Quindi i lavoratori per raggiungere il numero minimo di telefonate pattuite al giorno, fanno partire altre telefonate mente sono ancora impegnati al telefono con altri clienti.
Così facendo risulta che il tentativo di chiamata è stato effettuato. Il motivo dell’interruzione è semplice: la legge non permette queste telefonate per oltre 3 secondi, quindi cadono in default. Inoltre non possono essere maggiori a 3 per ogni 100 andate a buon fine e non è possibile telefonare nuovamente al medesimo utente pima di 5 giorni.
I consigli in questi casi sono sostanzialmente due: il primo non richiamare mai, soprattutto se sono numeri esteri. Il secondo è quello di non rispondere mai utilizzando la parola “si”. Potrebbe ritorcersi contro ed essere registrata e modificata per provare l’adesione ad un contratto promozionale.
A Venezia il primo caso italiano di dipendenza da IA seguito dal Serd: una 20enne…
L’invecchiamento della popolazione spinge la domanda di assistenza domestica: sempre più decisivo il ruolo dei…
L’EASA apre all’uso del Jet A statunitense negli aeroporti europei: una mossa per affrontare carenze…
Nuova proroga fino al 22 maggio per il taglio delle accise sui carburanti. Cresce però…
Un freno d'emergenza in metropolitana a Milano causa feriti e contusi. L'incidente, causato da una…
Bonus nuovi nati 2026, via alle domande Inps: importo da 1.000 euro, requisiti aggiornati e…