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Shock caro bolletta: c’è chi pagherà il triplo, e si gela lo stesso

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Floriana Vitiello

L’eurodeputata Maria Angela Danzì ha sollevato il problema relativo allo shock caro bolletta, che farà triplicare i costi.

Ascoltata ai microfoni di Money.it, l’Eurodeputata Maria Angela Danzì ha sottolineato che il caro bollette colpirà soprattutto gli italiani che utilizzano il teleriscaldamento.

Eco di Milano

A quanto pare, per questa categoria di cittadini, le bollette triplicheranno il loro valore. Dunque, il problema principale riguarda i contribuenti delle regioni del Centro-Nord dove questa tipologia di riscaldamento è particolarmente diffusa.

Secondo la Danzì, il governo deve immediatamente intervenire riducendo l’IVA, per evitare che milioni di famiglie finiscano sul lastrico.

Quali sono le soluzioni proposte dall’eurodeputata? Per quale motivo, triplicheranno i costi del teleriscaldamento?

Shock caro bolletta: gli italiani pagano bollette record

Intervistato ai microfoni di Money.it, l’Eurodeputata del MoVimento 5 Stelle Maria Angela Danzì ha rilasciato dichiarazioni piuttosto interessanti che riguardano il caro bollette.

Secondo l’onorevole, a soffrire maggiormente l’effetto dell’aumento dei costi in bolletta saranno soprattutto le famiglie che utilizzano il teleriscaldamento.

Ci stiamo riferendo a quella forma di riscaldamento che permette di distribuire, attraverso le condutture, acqua calda che proviene da una grossa centrale ed è diretta alle abitazioni.

Il fluido opera all’interno degli impianti di riscaldamento o di raffrescamento delle abitazioni e successivamente torna di nuovo alla centrale. Insomma, un metodo green ed economico. Ma qualcosa non va come dovrebbe.

Attualmente in Italia, così come riportato dalla stessa Onorevole, “il teleriscaldamento soddisfa intorno al 6% del fabbisogno totale termico nazionale”.

Le regioni maggiormente interessato da questa tipologia di riscaldamento sono quelle del Centro-Nord. A beneficiare di questo sistema sono centinaia di cittadini.

In sostanza, si tratta di 280 comuni di cui il 50% in Lombardia e Piemonte.

Cosa succede al teleriscaldamento?

A differenza degli altri sistemi di riscaldamento, riscaldamento si è sempre contraddistinto per la sua capacità di avere un minimo impatto ambientale. Tuttavia, pare evidente che ci siano dei problemi relativi alla contabilizzazione dei costi del teleriscaldamento.

A tale proposito, l’esponente del MoVimento 5 Stelle ha confermato che, in passato, il teleriscaldamento era considerato la soluzione più ecologica ed efficiente.

Tuttavia, le cose sono cambiate. Attualmente ci sono numerose aziende che alimentano il teleriscaldamento con il gas, eliminando la componente green da questo sistema.

Dunque, se in principio lo scopo del teleriscaldamento era quello di produrre energia pulita a prezzi accessibili, oggi le aziende municipalizzate agiscono come qualsiasi altra società di lucro: accumulano extra profitti a discapito del consumatore finale.

Per questo motivo, i prezzi del teleriscaldamento sono addirittura raddoppiati e in alcuni casi triplicati. È un vero e proprio shock caro bolletta.

Ma il dato più sconcertante è che, nella maggior parte dei casi, i prezzi sono comunque superiori rispetto a quelli affrontati dalle famiglie che utilizzano il gas per alimentare l’impianto di riscaldamento.

Il problema dell’IVA

Nell’ambito dell’intervista l’Onorevole solleva anche un’altra questione, che riguarda l’IVA applicata al 22% per il teleriscaldamento. A quanto pare, questa rappresenta l’applicazione IVA più alta.

Basta infatti dare un’occhiata alle centrali alimentate con combustibili fossili, per le quali l’IVA applicata è pari alla 10% e le caldaie a gas che godono di un IVA agevolata al 5%.

Secondo la Danzì, l’IVA agevolata dovrebbe essere estesa anche al teleriscaldamento. Sebbene questa decisione andava assunta già dai governi precedenti, oggi l’onorevole chiede alla Meloni di prendere esempio dall’Olanda.

Nel paese dei Tulipani, infatti, oltre 500.000 case vengono riscaldate con il teleriscaldamento e il governo locale ha intenzione di nazionalizzare le infrastrutture.

Questa potrebbe essere una soluzione sulla quale la Meloni dovrebbe riflettere.

La Danzì conclude, proprio sulla questione IVA affermando:

“Noi invece abbiamo presentato un sub emendamento al dl Aiuti quater e ci aspettiamo che tutte le forze politiche lo sostengano. Proponiamo, inoltre, una nuova definizione di tariffe, che colpisca gli scandalosi extraprofitti delle società energetiche e delle aziende municipalizzate.

Inoltre, servirebbe equità e trasparenza sulla possibilità di recedere dai contratti in essere in modo che i cittadini facciano scelte consapevoli ed informate. Una riforma di questo tipo sarebbe a costo zero per lo Stato, per quanto riguarda l’Iva ricordo che la bozza della legge di Bilancio mobilita oltre 21 miliardi di euro contro il caro bollette. Le risorse ci sono, bisogna solo saperle utilizzare al meglio.”

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Floriana Vitiello

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