Separazione consensuale o giudiziale, occhio alle differenze: la verità che non ti aspetti

Conviene di più la separazione consensuale o giudiziale? Occhio alle differenze! Ecco la verità che non ti aspetti.

Quali sono le differenze e cosa conviene di più tra separazione consensuale e giudiziale? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Foto © AdobeStock / Canva

Il matrimonio è uno dei giorni più belli della propria vita, in quanto sancisce l’unione di due persone che decidono di giurarsi amore eterno. Oltre all’aspetto romantico, però, non si può fare a meno di pensare anche a quello di carattere economico. A partire dall’abito da sposa fino ad arrivare al ricevimento, in effetti, sono tante le spese con cui dover fare i conti.

Questo discorso vale anche in caso di separazione. Purtroppo le cose non vanno sempre come sperato, con molte coppie che a un certo punto decidono di porre fine alla propria storia. Proprio in tale ambito sono in molti a chiedersi quali siano le differenze e cosa conviene di più tra separazione consensuale e giudiziale. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Separazione consensuale o giudiziale, occhio alle differenze: tutto quello che c’è da sapere

Come noto è possibile optare per la separazione consensuale oppure giudiziale. Ma cosa differisce tra queste due modalità? Ebbene, in caso di separazione consensuale, come è facilmente intuibile dal nome, si presenta come un accordo di entrambi i coniugi su tutti gli aspetti, sia personali che economici.

Nel caso di separazione giudiziale, invece, non vi è un accordo tra i due coniugi e bisogna attendere una regolare causa in tribunale. Questo, ad esempio, avviene se uno dei due coniugi è scappato all’estero, oppure si rifiuta di concedere all’altro la separazione o non ci si mette d’accordo sull’affidamento dei figli.

Sia la separazione consensuale che quella giudiziale sono necessarie per poter poi divorziare. Entrambe le modalità, inoltre, pongono fine sia all’eventuale comunione legale dei beni; all’obbligo di fedeltà e all’obbligo di convivenza. Ma quale conviene di più tra le due?

Ebbene, la separazione consensuale è molto più conveniente in quanto permette di evitare lunghi e costosi scontri giudiziari. Ma non solo, non peggiora ulteriormente i rapporti tra ex coniugi. La separazione consensuale è più economica, in quanto il lavoro dell’avvocato si limita ad una sola udienza davanti al giudice o alla redazione dell’accordo di negoziazione assistita.

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Se tutto questo non bastasse, cambiano anche le tempistiche. In caso di separazione consensuale può separarsi dopo appena sei mesi, mentre in caso di separazione giudiziale, è necessario attendere un anno. Quest’ultimo a partire dalla prima udienza presidenziale.