Bonus Auto, si parte! Tutti i vantaggi degli incentivi di novembre

Dal 2 novembre 2022 sono tornati gli incentivi auto, con bonus di migliaia di euro per l’acquisto di auto meno inquinanti rispetto a quelle in circolazione.

Dalle ibride alle elettriche, molte automobili in origine molto costose avranno la possibilità di vedersi il prezzo abbassato per renderle più accessibili a tutti.

bonus auto
Pixabay

Il piano studiato dal governo Draghi entra in azione anche per spingere il settore auto, molto in difficoltà dalla pandemia. La fine degli incentivi aveva causato un rallentamento della crescita e un calo delle immatricolazioni che queste nuove misure dovrebbero aiutare a tamponare. Obiettivo secondario è anche quello di svecchiare il parco auto italiano, molto più vecchio dei suoi equivalenti europei con troppe vetture al di sopra dei dieci anni di età. Questo andrà fatto anche in vista della progressiva uscita dal mercato delle auto con motori diesel e benzina entro il 2035.

Bonus Auto: premesse e obiettivi della misura del governo Draghi

Dopo l’ultima ondata di incentivi, il mercato auto aveva subito un netto rallentamento. La mancanza di domanda era causata sia dai prezzi molto alti delle nuove tecnologie ibride e elettriche, sia dai problemi di reperibilità dei componenti che causavano tempi di attesa biblici per le auto nuove. Così su richiesta dei produttori tanto quanto se non di più che dei consumatori, il governo Draghi ha elaborato un piano di incentivi per permettere anche a questo segmento di riprendersi completamente dalla pandemia da Covid-19.

Il primo passo però è stato quello di elaborare una norma che non ripetesse gli errori del passato. Il governo Conte due infatti aveva diviso gli incentivi in compartimenti stagni, dedicati ognuno ad un tipo di vettura. I fondi per quelle meno inquinanti e più costose si erano esauriti presto, nonostante numerosi nuovi stanziamenti, a dimostrare la preferenza per le auto elettriche ed ibride a parità di prezzo. Ma in questo modo rimasero soltanto incentivi per le auto a benzina e diesel, un paradosso che premiava con ecoincentivi le scelte più dannose per l’ambiente. 

Per evitare questo disagio Draghi ha limitato gli incentivi soltanto alle auto che emettono meno di 60 grammi di anidride carbonica per chilometro percorso. Si tratta solamente delle auto elettriche e di quelle ibride full hybrid, più costose delle altre ibride. La fetta più consistente dei fondi andrà comunque alle vetture ad alimentazione interamente elettrica, che emettono meno di 20 grammi di anidride carbonica per chilometro percorso.

Rottamazione e entità degli incentivi: quanto si risparmia?

Gli incentivi si rivolgono soprattutto a chi appartiene alle fasce meno abbienti della popolazione con un ISEE inferiore a 30.000 euro. Se si acquista in questo caso un’auto con prezzo di listino inferiore a 35.000 euro iva esclusa, si può usufruire di un incentivo di 7.500 euro in caso di rottamazione e di 4.000 se invece non si rottama una vecchia auto. Questo però soltanto in caso si acquisti un’auto con meno di 20 grammi di anidride carbonica emessi per chilometro percorso.

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In caso invece l’auto non superi i 60 grammi di anidride carbonica emessi per chilometro percorso l’incentivo scende a 6.000 euro con rottamazione e a 3.000 euro senza, anche se il prezzo di listino può aumentare fino a 45.000 euro iva esclusa. I bonus auto si rivolgono anche ai noleggiatori che tratterranno i veicoli così acquistati in loro possesso per più di un anno dopo l’acquisto aiutato dagli incentivi. In questo caso comunque i fondi sono minori, e raggiungono al massimo i 2500 euro per vettura.