Latte, pasta, salumi, poche settimane e l’obbligo cadrà: e poi che succede?

Anche se in questa specifica fase gran parte dei cittadini italiani ha ben altri problemi da affrontare è giusto considerare ogni dinamica.

L’abitudine da parte degli italiani di dare la giusta importanza alle etichette presenti su ogni prodotto di genere alimentare potrebbe presto trasformarsi in altro. Nessun’allarme chiaramente, semplicemente la decadenza di un provvedimento che è tutt’ora considerato sperimentale. La situazione attuale, certo non vede gli italiani, almeno la maggior parte di essi troppo interessati a tali aspetti considerati i problemi ben più gravi offerti dal quotidiano. Il tema però ha bisogno di essere approfondito.

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Una modalità di comunicazione di quelli che sono di fatti i dati di origine di un determinato prodotto. Viviamo in un’epoca in cui tra potenziali problematiche varie, dubbi ed incertezze in merito alla provenienza, al trattamento ed alla qualità dei prodotti di genere alimentare si è sempre più propensi a tutelare la propria salute affidandosi alle relative etichette. Una abitudine che però a breve potrebbe cessare la sua efficacia per un motivo molto semplice.

A dicembre, infatti scadrà l’obbligo per quel che riguarda latte, pasta e salumi di riportare in etichetta la provenienza, i dati di origine insomma del relativo prodotto in questione. Per esser precisi parliamo in generale dunque di pasta, riso, latte, carne suina, burro, formaggi, pomodoro e derivati. Non si escludono proroghe dell’ultimo momento, anche questo è da sottolinearlo, ma stando a quella che è l’attuale disposizione lo stesso obbligo dovrebbe cessare il prossimo 31 dicembre.

Ci troviamo di fronte, in questa specifica fase ad una dinamica che probabilmente in molti nemmeno consideravano più di tanto, il tutto riferito chiaramente alla scadenza dell’obbligo al quale si è fatto riferimento in precedenza. Fino a questo momento, l’indicazione della stessa origine delle materie prime sull’etichetta di un qualsiasi prodotto confezionato era prevista in fatti in via assolutamente sperimentale. L’indicazione in questione, a suo tempo fu inviata direttamente dalla Comunità Europea.

Il Regolamento in questione è quello europeo 1169 del 2011. Il regime sperimentale in realtà è già stato prorogato lo scorso febbraio. Non è del tutto da escludere che possa esserci un nuovo rinvio alla scadenza il prossimo 31 ottobre. Gli italiani, ci dicono gli esperti apprezzano non poco l’indicazione in questione sulle etichette dei prodotti di genere alimentare. Ultimamente, però, con molta probabilità la cosa è stata forse considerata di meno vista la drammatica situazione.

Secondo i dati forniti da Ismea  (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), l’83% dei consumatori italiani, infatti, nel momento in cui è intenta a scegliere un prodotto di genere alimentare si affida alla lettura della specifica etichetta. Più del 95% degli italiani, infatti desidera chiaramente essere informata sul contenuto specifico del prodotto che sta per acquistare. Una abitudine assolutamente legittima e potenzialmente molto salutare.

Latte, pasta, salumi, poche settimane e l’obbligo cadrà: cosa farà il Governo?

Il prossimo 31 dicembre, insomma, l’Italia si troverà a decidere cosa fare dell’indicazione fornita in precedenza dalla Comunità Europea. Per prorogare nuovamente lo stesso obbligo in questione è necessario un decreto interministeriale a firma dei titolari di Sviluppo economico, Agricoltura  e Salute. Una legge nazionale, invece andrebbe per cosi dire incontro al quadro normativo UE.

A tal proposito il Governo guidato da Giorgia Meloni ed in particolare il neo ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida dovranno considerare nel modo più proficuo possibile la dinamica in questione per evitare non solo un passo indietro rispetto alle indicazioni UE, ma anche un danno non indifferente ai produttori che dovranno di fatto stampare e sostituire tutte le etichette dei vari prodotti.

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La situazione, insomma, merita per cosi dire un occhio di riguardo. Una indicazione che piace agli italiani che rischia di svanire. Una indicazione utile, salutare, cosi come anticipato. Tra qualche settimana la scadenza sarà effettiva, a quel punto potremo capire pienamente le intenzioni in merito del nuovo Governo.