Spariti dalle farmacie, servono anche ai bambini: cosa sta succedendo

Da alcune settimane le farmacie stanno verificando la mancanza di diversi farmaci, tra cui ibuprofene, antipiretici, diuretici e antidepressivi.

Il problema deriva da una sorta di tempesta perfetta che sta colpendo i produttori farmaceutici che si rapportano con il sistema sanitario nazionale.

ibuprofene
Pixabay

A causa del modo in cui i farmaci vengono acquistati, i produttori non possono adattarsi all’aumentare dei costi di produzione, scaricando il prezzo sul consumatore finale. Quindi molti stanno riducendo la produzione o chiudendo, e questo diminuisce la quantità di alcuni tipi di farmaci che arriva sugli scaffali delle farmacie e, di conseguenza, nelle case degli italiani.

Dall’ibuprofene agli anti depressivi, quali farmaci stanno finendo?

Siamo abituati ad avere un accesso molto semplice a quasi ogni tipo di farmaco. Anche nel peggiore dei casi una ricetta e qualche giorno di attesa risolvono ogni richiesta. Nelle ultime settimane però, farmaci anche molto utilizzati e comuni sono complessi da trovare. Le farmacie non riescono a reperirli, e attendere le nuove ordinazione richiede tempo biblici.

Tra le mancanze più evidenti c’è quella dell’ibuprofene. Questo principio attivo, contenuto in molti farmaci utilizzati da adulti ma anche da bambini, è uno FANS, acronimo che sta per farmaco antidolorifico non steroideo. Queste sostanze sono utilizzatissime per contrastare dolori dovuti a patologie poco gravi, acute ma anche croniche. Dal mal di testa ai dolori influenzali, sono presenti in praticamente tutte le case italiane.

La loro carenza è particolarmente sentita in questo periodo autunnale, che porta con sé sia la nuova ondata di COVID che i primi focolai di influenza. Assieme ai FANS stanno scarseggiando anche altri tipi di farmaci, soprattutto gli antidepressivi e i diuretici. Il irigente dell’AIFA Domenico Di Giorgio ha comunicato che le farmacie hanno rilevato la carenza di oltre 3000 farmaci diversi, appartenenti per la maggior parte a queste tre categorie.

La tempesta perfetta dei farmaci in Italia

Il motivo di questa crisi è una tempesta perfetta che si è abbattuta sui produttori di farmaci italiani. L’industria farmaceutica è piuttosto sviluppata nel nostro paese, ma sta affrontando condizioni mai viste. Il Covid, nelle sue passate ondate, ha causato un aumento vertiginoso della domanda di determinati farmaci, in particolare FANS e antipiretici. Questo in sé non sarebbe stato un problema, le scorte concordate con il sistema sanitario nazionale erano sufficienti a garantire l’ibuprofene e tutti gli altri farmaci in questione.

La ripresa post covid ha però portato con sé il blocco dei commerci internazionali e l’improvvisa impennata del costo di energia e materie prime. In un sistema normale, questo aumenterebbe semplicemente i prezzi, ma la sanità pubblica non funziona come un mercato libero. Le aziende farmaceutiche fissano il prezzo a cui venderanno i farmaci allo Stato, in modo che poi possano essere forniti ad un costo molto basso a tutta la popolazione.

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Così però è impossibile per le case farmaceutiche aumentare il prezzo al consumatore. In molti quindi stanno producendo determinati farmaci in perdita, a causa dell’aumento dei costi di produzione e dell’impossibilità di aumentare le entrate tramite l’aumento del prezzo al dettaglio. Intrappolati in questo circolo vizioso, molte aziende stanno interrompendo la produzione causando la mancanza di farmaci che si è rilevata nelle farmacie.