Cartelle esattoriali, non sono da pagare: l’errore è dell’Agenzia delle entrate

Una sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia ha stabilito un’istanza di annullamento delle cartelle esattoriali.

L’Agenzia delle Entrate è tenuta infatti a notificare non solo la cartella, ma anche il mancato recapito della stessa tramite raccomandata.

errore agenzia entrate
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Se non lo fa, la cartella deve considerarsi annullata per vizio di procedura. La sentenza ha ribadito una decisione della cassazione sull’argomento, ma spesso questa procedura viene ignorata. L’Agenzia delle Entrate Riscossione deve avere le prove delle due notifiche e, in caso esse manchino, la cartella deve essere annullata per mancata comunicazione. Soltanto un giudice però può annullare il procedimento in questo caso.

Assenza temporanea del destinatario: di cosa si tratta?

Le cartelle esattoriali sono l’avviso di pagamento di debiti con la pubblica amministrazione contratti a causa del mancato pagamento delle imposte. Devono tassativamente essere recapitate al debitore con raccomandata con ricevuta di ritorno, e richiedono quindi la presenza del debitore al momento della consegna. In caso il debitore non si trovi, si parla di assenza temporanea del destinatario.

In questo caso la cartella esattoriale non può quindi essere consegnata, e l’Agenzia delle Entrate deve attuare un’altra procedura in tutela del debitore. Deve infatti comunicare con una seconda raccomandata, di non essere riuscita a comunicare l’avviso di mancato pagamento delle tasse. L’Agenzia delle Entrate Riscossione deve poi conservare tassativamente le prove dell’avvenuta comunicazione di entrambe le raccomandate.

Questa procedura è necessaria ed è stata ribadita sia dalla Corte di Cassazione, che più di recente dalla Commissione tributaria regionale della Puglia. Si rifa all’articolo 140 del Codice di procedura civile, l’articolo 26, comma 6 del Dpr 602/73 e l’articolo 60, comma 1, lettera b/bis, del Dpr 600/73, ed è disposta a tutela del cittadino, per garantire che la propria posizione debitoria si a comunicata a dovere e sia dato al debitore il tempo e il modo di pagare ciò che deve allo stato, prima di procedere al pignoramento dei beni.

Cartelle esattoriali, come si annullano?

Quindi, date queste norme, quando è possibile annullare una cartella esattoriale? Prima di tutto è necessario che non si sia ricevuta o la notifica di pagamento della cartella stessa, oppure l’avviso di mancata consegna per assenza temporanea del destinatario. A quel punto non esiste un procedimento automatico, bisogna obbligatoriamente fare un esposto presso un tribunale per ottenere l’annullamento.

Ne segue quindi un procedimento giudiziario, durante il quale starà all’Agenzia delle Entrate Riscossione presentare le prove dell’avvenuta comunicazione di entrambe le raccomandate. Solo a quel punto, se il giudice stabilisce che l’istituzione non ha adempiuto ai suoi doveri o comunque non ha le prove di averlo fatto, la situazione debitoria sarà considerata nulla per vizio di procedura. Nel caso della sentenza della corte pugliese citata in precedenza, mancavano le prove di entrambe le comunicazioni.

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L’annullamento quindi non è un processo semplice, e non è fattibile tramite i servizi forniti dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. Si tratta infatti di un vizio di forma, un errore dell’istituzione che non rispetta la procedura posta a difesa del contributore. I casi che rientrano in questo tipo di annullamenti sono comunque rari, dato che si tratta di una doppia distrazione da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate.