Allergie, ho diritto a permessi dal lavoro, congedi e pensione anticipata?

Chi soffre di allergie ha la possibilità di ottenere benefici e agevolazioni come permessi, congedi dal lavoro o il pensionamento anticipato?

Il numero delle persone allergiche in Italia è molto alto. Nei casi più gravi la sintomatologia rovina la qualità della vita; si ha diritto ad aiuti economici e sul lavoro?

allergie benefici
Canva-Adobe Stock

Esistono numerose varianti di allergie, ognuna con una particolare sintomatologia. Nella maggior parte dei casi le conseguenze di una allergia sono lievi e sopportabili. Qualche starnuto di troppo, lacrimazione e prurito al naso se respiratoria. Eruzioni cutanee e mal di pancia se alimentare. Poi ci sono le allergie molto gravi che possono portare ad uno shock anafilattico. La causa può essere un’intolleranza ad un cibo oppure ad un farmaco. Tutto dipende dalla reazione del nostro sistema immunitario al contatto con l’allergene. Pollini, polvere, crostacei, nocciole, fragole, muffe, peli di animali sono tra le allergie più comuni. Aggiungiamo arachidi, latte, uova, noci, lupini e pistacchi con riferimento alle allergie alimentari. Da non dimenticare, poi, il pericolo che le persone allergiche ad alcuni insetti corrono in caso di puntura. Insomma, tanti tipi di allergie dalle conseguenze diverse. Cosa comporta in termini di agevolazioni?

Allergie e agevolazioni, cosa occorre sapere

Le allergie più gravi sono solitamente quelle respiratorie dato che possono portare ad una forma di asma in grado di portare al soffocamento della persona. Se l’allergia è conseguenza diretta di una malattia cronica, allora chi ne soffre potrebbe ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario per visite e medicinali inerenti alla propria patologia. Condizione necessaria è che l’allergia venga riconosciuta come invalidante.

In altri casi, invece, l’allergia può avere come causa l’attività lavorativa svolta. Molti lavoratori sono continuamente esposti a sostanze che potrebbero provocare una reazione allergica a lungo andare – e questa sarebbe la conseguenza meno grave. Riuscendo a provare l’associazione tra l’esposizione sul posto di lavoro e la patologia si potrebbero ottenere diversi benefici riconosciuti dall’INAIL in caso di malattia professionale. Parliamo del sostegno economico alle cure o della rendita per inabilità temporanea nonché dell‘assegno di incollocabilità e dell’assegno continuativo mensile.

Permessi, congedi e pensione anticipata

L’assenza dal lavoro è giustificata solo previa presentazione del certificato medico che attesta l’impossibilità di svolgere l’occupazione a causa della manifestazione della patologia. Verranno così assegnati dei giorni di riposo al pari di ogni altro lavoratore. Per i permessi e i congedi, invece, occorre risultare titolare di Legge 104 ma difficilmente un’allergia verrà riconosciuta come malattia invalidante.

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Per ottenere il riconoscimento dell’invalidità è necessario raggiungere il grado mimino del 33%, impossibile per la sola allergia a meno che non sia associata ad altre patologie invalidanti. Bastano antistaminici e cortisone, infatti, per curare l’allergia e tornare operativi. Per questo motivo non è prevista alcuna forma di pensionamento anticipato specifica. Il lavoratore allergico potrà andare in pensione così come ogni altro lavoratore.