Capelli che cadono? Potrebbero essere gli ormoni: come capirlo e risolvere

Per uomini e donne, i capelli sono spesso una parte importante del proprio corpo. Proprio per questo, quando la nostra chioma inizia a indebolirsi e cadere, gli effetti psicologici sono alti. Cerchiamo di capire le cause e i rimedi dell’alopecia.

La nostra capigliatura richiede cure e attenzioni necessarie a mantenerla sana, forti e nutrita. Anche la genetica gioca un ruolo importante, insieme alla presenza dei giusti ormoni. Questi ultimi, con la loro azione, sono in grado di dare acqua e nutrimento al cuoio capelluto. Se il loro ruolo viene a mancare, il primo effetto notabile è quello di una forte caduta di capelli, che nonostante l’impegno messo nel curare la nostra chioma, non sembra arrestarsi. Come capire il motivo per cui i nostri capelli stanno cadendo? Vediamo qui di seguito alcuni suggerimenti.

Capelli
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L’importante ruolo degli ormoni

Molto brevemente, gli ormoni sono molecole rilasciate dalle cellule endocrine e sarebbero in grado di mantenere nutriti e sani i bulbi piliferi da cui nasce il capello. Quando la loro azione cessa, si nota una forte caduta, che se non curata in tempo, rischia di portare all’atrofizzazione del bulbo. In questo caso, trattandosi di un problema endocrino, è inutile tentare di risolvere la situazione con rimedi casalinghi o di bellezza, poiché questi non avranno alcun effetto sulla perdita della chioma, pur migliorandone comunque l’aspetto come la lucidità o morbidezza.

L’alopecia si definisce androgenetica quando a mancare è l‘ormone del testosterone, presente in maggiore quantità negli uomini. Non è caso, l’alopecia è un problema maggiormente sperimentato dagli uomini, in cui un calo di testosterone porterebbe a questo problema. In ogni caso, anche nelle donne è presente questa situazione.

Quando il problema non è endocrino, l’alopecia si definisce secondaria, ossia causata da fattori come stress, ansia, mancanza di nutrienti o denutrizione, assunzione di vari farmaci o altre malattie.

Come si fa però a riconoscere l’alopecia androgenica da quella secondaria? Di seguito tutti gli elementi che segnalano la prima.

Riconoscere l’alopecia androgenica, i segnali e le cure

Oltre alla caduta localizzata e persistente, un altro segnale è l’assottigliamento del fusto capillare, che risulterebbe sempre meno spesso e quindi debole. Negli uomini, l’alopecia coinvolge le aree della nuca e delle tempie, dando vita alla cosiddetta calvizie a corona. Nelle donne invece, la caduta interessa la parte centrale del cranio, la zona vicino alle orecchie o l’attaccatura.

In questi casi è opportuno muoversi in fretta, effettuando una visita presso il relativa specialista, in genere identificato nel dermatologo e nel tricologo. Tramite queste due figure si può effettuare un esame microscopico al capello, detto tricogramma. L’esame è semi-invasivo, in quanto pur essendo una procedura semplice, richiede il prelievo tramite strappo di 50/150 capelli. Anche lo strappo deve però seguire precisi standard e regole. Tramite il tricogramma è possibile conoscere lo stato di salute e il ciclo vitale della chioma del soggetto e sulla base di questi procedere con una cura orale o locale.

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Di norma, per la cura dell’alopecia vengono prescritti farmaci contenenti minoxidil per le donne e finasteride per gli uomini. Questi sono in genere da applicare localmente nell’area interessata per circa 3 o 6 mesi, a seconda dei casi. In linea generale, questi farmaci hanno dimostrato un certo successo nella cura dell’alopecia androgenica, ciò che conta, come già detto, è muoversi in tempo al primo sintomo.