Supermercati, chiusure domenicali e luci spente: ecco cosa sta succedendo

Anche la grande distribuzione soffre i rincari del prezzo dell’energia. I supermercati veneti stanno pensando di chiudere la domenica e di attuare una serie di misure per evitare gli sprechi, razionalizzare l’energia e puntare sul rinnovabile. 

I supermercati chiudono per il caro energia, ma risparmiare è difficile.

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Pixabay

La situazione in Veneto si fa sempre più complessa per la grande distribuzione. Lo denuncia l’edizione locale de Il Corriere della Sera, che ha rivelato come molti supermercati siano pronti a chiudere la domenica e attuare altre misure. Ma buona parte dei costi non sono riducibili, come quelli legati alla catena del freddo.

Supermercati veneti, le chiusure contro il costo dell’energia

L’impennata del prezzo dell’energia dovuta all’invasione russa dell’Ucraina ha colpito anche la grande distribuzione. Il comparto dei supermercati si trova in difficoltà a causa degli altissimi consumi che i negozi di questo tipo comportano. Per questa ragione in veneto alcune catene stanno provando nuove strategie.

In testa c’è il gruppo Alì, che controlla il marchio omonimo e quello Alìper. Il piano della catena prevede chiusure nei festivi, per limitare le spese, ma anche una serie di interventi volti al risparmio energetico. Questi supermercati punteranno sul solare, fotovoltaico e termico, per risparmiare su acqua calda sanitaria e consumo di energia. In conto è stata messa anche la sostituzione di tutte le insegne con luci a led, per ridurre alla metà i consumi dovuti all’illuminazione.

Ma ci sono delle controindicazioni. Questi investimenti potrebbero non avere un ritorno immediato, e le chiusure domenicali espongono il gruppo alla concorrenza. Inoltre questo non contrasta la vera fonte degli altissimi consumi dei supermercati, i frigoriferi. Quelli infatti non possono essere mai spenti, per non minare l’integrità di quella che in gergo viene chiamata al catena del freddo.

Cos’è la catena del freddo

Portare prodotti alimentari freschi ogni giorno sugli scaffali dei supermercati è un’operazione che richiede un altissimo livello di organizzazione. Lo si è visto durante la pandemia, quando le chiusure hanno rischiato di far saltare l’intera filiera. La grande distribuzione è parte del processo che tiene in piedi l’intera distribuzione di alimenti freschi, la cosiddetta catena del freddo.

La catena del freddo riguarda i prodotti surgelati. Questi prodotti devono essere sempre mantenuti ad una temperatura inferiore ai -18 gradi centigradi, in qualsiasi momento, dal trasporto, allo stoccaggio, fino all’esposizione. I supermercati hanno il compito di mantenere intatta questa catena nella sua ultima parte. Questo accade perché altrimenti i prodotti si scongelerebbero parzialmente, e non potrebbero più essere considerati ben conservati.

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In pratica significa che i supermercati non possono mai spegnere i loro frigoriferi e celle frigorifere di stoccaggio. L’energia consumata da questi impianti è moltissima, e questo costo non può essere tagliato in nessun modo. Per questo viene definito come un costo non comprimibile. Anche chiudendo nei festivi quindi, i supermercati possono risparmiare soltanto in maniera marginale.