Paura a Milano, è difficile uscire di casa: cosa è successo

Una ragazza è stata aggredita, derubata e palpeggiata in Via Calvi a Milano. I carabinieri sono intervenuti immediatamente arrestando l’aggressore.

Nella notte tra il 10 e l’11 settembre una ragazza è stata aggredita il Via Pietro Calvi a Milano.

Milano
Pixabay

L’aggressore è stato immediatamente fermato e arrestato dai carabinieri. Ubriaco, l’uomo di 29 anni ha tentato di colpire l’auto dei militari e gli agenti stessi. È poi stato portato all’ospedale Fatebenefratelli per verificarne le condizioni mediche ed infine nel carcere di San Vittore.

La ricostruzione dell’aggressione

Era circa l’una di notte dell’11 settembre 2022, quando una ragazza di 25 anni è stata aggredita in Via Pietro Calvi, in zona Risorgimento. L’aggressore è un ragazzo di 29 anni, che l’ha prima spintonata, e poi le ha rubato la catenina che teneva al collo e l’ha palpeggiata. Arrivati i carabinieri, l’uomo si è dato alla fuga, venendo però immediatamente fermato.

Durante la perquisizione operata dai militari l’uomo ha continuato a dimenarsi, tentando in vano di aggredire gli agenti. Anche una volta chiuso nella volante, ha continuato a colpire la parte interna dell’auto. L’aggressore è risultato essere un senza fissa dimora marocchino, con precedenti penali per reati contro la proprietà e irregolarmente in Italia. I carabinieri na hanno costatato lo stato alterato dall’alcool, e lo hanno portato all’ospedale Fatebenefratelli per verificarne le condizioni.

Dimesso quasi subito, è stato portato dalle forze dell’ordine al carcere milanese di San Vittore. Nel frattempo i paramedici dell’ambulanza, chiamata dagli agenti, hanno soccorso la vittima. La ragazza, che ha riportato solo lievi escoriazioni alle braccia, ha rifiutato la cure mediche. La catenina che le era stata sottratta le è poi stata restituita.

Milano, i reati sono in crescita? Cosa dicono i dati

Ogni giorno si possono trovare notizie di reati avvenuti nella città di Milano, o nel suo hinterland. Questo porta automaticamente a pensare che il capoluogo lombardo sia un luogo estremamente pericoloso. Se si va a vedere il numero di denunce sporte nel 2021 effettivamente, Milano è la città con la maggior concentrazione di reati denunciati per 100.000 abitanti.

Un alto numero di denunce non significa però per forza un numero di reati più alto che altrove. Dimostra invece la fiducia dei milanesi nell’affidarsi alle forze dell’ordine, che come in questo caso, riescono spesso a risolvere le situazioni che vengono a crearsi nella metropoli lombarda. I reati inoltre sono da anni in continua discesa nella città di Milano. Nel 2011 venivano denunciati 164.569, e solo tre anni fa nel 2019 ancora 137.709, mentre nel 2021, ultimo anno di cui si hanno i dati 116.970. Un calo di un terzo in dieci anni, molto significativo. 

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Il problema non è il numero di reati, ma la percezione della sicurezza che i cittadini di Milano hanno. Come testimoniato anche dal caso delle lamentele dell’influencer Chiara Ferragni per l’alto numero di crimini riportatile dai suoi amici, avvenuto alcuni mesi fa, gli abitanti hanno l’idea di vivere in una città sempre più pericolosa. In realtà Milano sta vivendo sempre meno crimini, ma il comune non è in grado di comunicare un senso di sicurezza alla propria popolazione.