Lo smog uccide? Sì, lo dicono gli esperti: cosa causa al nostro corpo

Una nuova ricerca scientifica ha permesso di comprendere meglio il danni che lo smog è in grado di causare al nostro organismo. 

Per certi versi non è sbagliato che quanto accaduto negli ultimi due anni, ci ha un po fatto dimenticare quali sono le vere priorità da perseguire per chi ha a cuore la salvezza del pianeta.

studio smog
Adobe Stock

La pandemia iniziata nel 2020, e lo scontro tra l’Occidente e la Russia, tramutatosi ben presto in una vera e propria guerra del gas, hanno infatti posto diverse emergenza davanti ai cittadini, descritte e definite spesso vitali per poter sognare un futuro migliore. 

Smog, uno studio tutto italiano ha scoperto come danneggia il nostro corpo

Resta però il fatto che anche questa estate che abbiamo appena passato, con tutti i problemi di siccità che hanno messo in ginocchio interi settori produttivi, ci ha ricordato quanto il clima sia un’emergenza superiore alle altre. E adesso che torniamo gradualmente verso questa nuova normalità, è anche normale che l’attenzione dell’opinione pubblica ritorni su questa emergenza. Anche perché l’inquinamento uccide in tanti modi, e negli ultimi tempi è uscita una ricerca che si è occupata di analizzare gli effetti che lo smog, l’inquinamento atmosferico, ha sul nostro corpo.

Parliamo di uno studio tutto italiano firmato da due importantissimi cardiologi del nostro tempo, il dottor Rocco Antonio Moncone e Filippo Crea, entrambi fanno parte della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS- Università Cattolica, campus di Roma. 

Ecco come lo smog è in grado di sporcare i nostri vasi sanguigni

Si tratta di uno studio autorevole, che di recente è stato anche presentato al congresso organizzato dalla Società Europea di Cardiologia. Ed è un report che per la prima volta trova un’evidenza empirica su come l’aria inquinata che molte persone respirano ogni giorno sia in grado di sporcare le nostre coronarie, anche quelle più pulite, facendosi così rischiare l’infarto.

Non un particolare da poco in quanto anche una persona sana che sta a contatto qualche anno con realtà in cui l’aria è profondamente inquinata, vede così salire notevolmente il rischio di sporcare le sue coronarie. Anche il rischio ischemico sale notevolmente. Ciò che di davvero importante ha dunque scoperto questa ricerca, è che la capacità dello smog di causare infarti alle persone è molto concreta e non va sottovalutata per alcun motivo. 

Lo studio commentato dai ricercatori italiani

Queste nuove evidenze sono state poi spiegate e commentate più nel dettaglio dallo stesso Moncone: “Abbiamo studiato il fenomeno su 287 pazienti di entrambi i sessi di età media 62 anni; il 56% di loro era affetto da ischemia miocardica cronica in presenza di coronarie “sane” (i cosiddetti INOCA), mentre il 44% aveva addirittura avuto un infarto a coronarie sane (MINOCA). La loro esposizione all’aria inquinata è stata determinata in base all’indirizzo di domicilio. Tutti sono stati sottoposti a coronarografia, nel corso della quale è stato effettuato un test ‘provocativo’ all’acetilcolina. Il test è risultato positivo (cioè l’acetilcolina ha provocato uno spasmo delle coronarie) nel 61% dei pazienti; la positività del test è risultata molto più frequente tra i soggetti esposti all’aria inquinata, in particolare se anche fumatori e dislipidemici”. 

Come difendersi dallo smog? Ecco alcune soluzioni proposte dai ricercatori

L’ipotesi del team di ricerca è che la continua esposizione allo smog delle grandi città finisca alla fine con il creare uno stato di infiammazione cronica all’interno dei nostri vasi sanguigni. Di soluzioni facili non ne esistono, ma un svolto i ricercatori lo hanno fornito nel commentare le evidenze scientifiche venute fuori da questo studio. Bisogna dunque ad esempio iniziare a pensare alla possibilità di dotarsi all’interno delle abitazioni private di purificatori d’aria, specie in città come Milano dove lo smog è ormai ovunque.

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Anche le mascherine, come d’altronde si fa già in oriente ben prima della pandemia, quando ci troviamo immersi nel traffico sono una soluzione privilegiata.