Contributi Inps, pagare sanzioni più basse è possibile: basta seguire questo iter

Chi può accedere al beneficio e pagare ammende più basse in merito ai contributi Inps non versati. Tutti i dettagli dell’interessante agevolazione

Come va presentata la domanda in caso di mancato o ritardato rispetto dell’obbligo verso l’Inps. Quali sono i motivi che spalancano le porte di questa possibilità.

Contributi Inps
Fonte Adobe Stock

La questione dei contributi Inps non versati è da sempre piuttosto spinosa. L’Istituto di previdenza però ha elaborato una strategia per rendere meno complicato il recupero dei compensi non pagati.

Di base in questi casi scatta una sanzione che si va ad aggiungere all’importo da pagare. In alcuni frangenti però queste possono essere meno pesanti del solito. A patto che si rispettino alcune condizioni. Ecco quali nello specifico.

Contributi Inps non versati: chi può pagare sanzioni ridotte e in che modo

Può beneficiare di sanzioni ridotte il contribuente che non ha adempito al versamento dei contributi per i seguenti motivi:

  • incertezze oggettive legate a contrastanti e o sopravvenuti orientamenti legislativi o amministrativi. In pratica quando ci sono delle interpretazioni diverse della legge che diano origine al mancato o ritardato versamento dei contributi;
  • crisi di riconversione o ristrutturazione aziendale di particolare rilevanza sociale ed economica che siano accertate dalla Direzione provinciale del lavoro;
  • eventi eccezionali comprese anche le calamità naturali ed emergenze di carattere sanitario nel caso di aziende agricole;
  • procedure concorsuali di enti non economici o di enti, associazioni o fondazioni che non hanno scopo di lucro. 

Questa riduzione delle sanzioni civili ha una durata massima di un anno per le aziende in crisi. In caso di ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione la possibilità può essere estesa anche a due anni.

A prescindere da ciò l’Inps concede o meno l’opportunità di ridurre la sanzione in base ad una valutazione del comportamento pregresso. Può quindi decidere di garantire lo “sconto” fino alla misura degli interessi legali vigenti alla data di presentazione dell’istante. Oppure, può farlo fino alla misura degli interessi legali vigenti alla data di presentazione della pratica, maggiorati però del 50%.

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La richiesta va presentata entro i termini di prescrizione della contribuzione omessa. Va presentata telematicamente tramite il servizio dedicato sul portale delll’Inps oppure di persona presso la sede che gestisce la posizione contributiva del soggetto richiedente. Chi si mette in regola avvalendosi di un pagamento rateizzato non ha invece diritto alla riduzione delle sanzioni. D’altronde già la dilazione è di per sé un beneficio.