Sei nella lista dei cattivi pagatori con le banche? Scoprilo è semplicissimo, la procedura

Andiamo a vedere come scoprire se il proprio nome è tra quelli inseriti nella lista cattivi pagatori Crif. Tutto ciò che c’è da sapere in merito

Può essere molto importante anche capire come e perché avviene l’inserimento in questo elenco non propriamente edificante.

Cattivi pagatori CRIF
Fonte Adobe Stock

Essere bollato come cattivo pagatore sicuramente non è bello, ma esistono svariati casi in cui ciò può avvenire. Soprattutto negli ultimi anni visti i continui rincari e periodi di crisi non è raro contrarre dei debiti con istituti di credito o finanziari.

Quando si verifica questa condizione gli istituti si tutelano attraverso l’inserimento dei dati del contribuente all’interno della lista dei cattivi pagatori. Andiamo quindi a vedere come si articolano questi passaggi, per niente gratificanti.

Cattivi pagatori CRIF: come consultare la lista e vedere se c’è il proprio nominativo

Solitamente il diretto interessato viene avvisato almeno 15 giorni prima dell’eventuale inserimento. In questo modo l’istituto offre al debitore un extrema ratio per saldare il pagamento e scongiurare l’avviamento del procedimento.

Alle volte però ciò avviene in automatico. Ad esempio, nel caso in cui il cliente nonostante abbia pagato alcuni arretrati, risulti ancora indietro nei pagamenti. Per essere precisi questa temuta “black list” non è altro che un elenco relativo ai Sistemi di informazione Creditizia (SDI) la cui gestione si rimette a società come CRIF, Cerved, CTC ed Experian.

Attraverso questi sistemi le banche possono ottenere le informazioni creditizie relative a soggetti richiedenti prestiti o finanziamenti. Così facendo l’istituto di credito può valutare l’affidabilità creditizia del richiedente e decidere se concedere o meno il finanziamento.

Compreso il meccanismo, è fondamentale capire se il proprio nome è presente nella lista. Bisogna compiere alcuni passaggi tra cui la compilazione del modulo online da inviare poi alla società. Il CRIF risponde per email dopo massimo 30 giorni. 

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Il servizio è gratuito per le persone fisiche mentre per le aziende è previsto il pagamento di una piccola quota. Si deve versare un contributo di 4 o di 10 euro in base alle informazioni che si rilevano o meno in lista. La transazione deve avvenire necessariamente entro un massimo di 15 giorni dal ricevimento della lettera.