Una piazza d’estate, un respiro collettivo, la voce che entra in scena e si fa casa: così immaginiamo l’arrivo di Patrizia Conte a Rho. Un invito a stare vicini, ascoltare da vicino, scoprire come il pop può diventare confessione e il jazz un gesto affettuoso, come una mano sulla spalla.
C’è attesa viva per il ritorno di Patrizia Conte alla 18ª edizione di Donne In·Canto. Il concerto è previsto al Palco Estivo di Piazza Jannacci, a Rho; in caso di pioggia, si entra all’Auditorium Maggiolini di via De Amicis 15. Prenotazioni dall’11 luglio su www.donneincanto.org. Un dettaglio utile, sì, ma anche la misura di un’affezione: i posti finiscono, perché qui la musica è attesa come un’amica.
Patrizia torna dopo due passaggi memorabili: Parabiago 2017, in un’edizione dedicata a Ella Fitzgerald, e 2022, con l’omaggio intenso a Judy Garland. Oggi arriva annunciata come vincitrice di The Voice Senior 2025 (dato riportato nelle note del festival; non abbiamo riscontri terzi indipendenti). Non che servisse un titolo per certificare una carriera: bastano i palchi, le band, il modo in cui una frase si allunga e atterra precisa, senza rumore inutile.
Nasce a Taranto. Studia, si diploma al Liceo Musicale, poi nel 1991 sceglie Milano. Inizia dai locali storici del capoluogo, quelli che formano l’orecchio e il carattere. Collabora con musicisti di rango: Lee Konitz, Cedar Walton, Billy Higgins, Mark Murphy, Jimmy Owens, Bobby Durham, Guido Manusardi, Bobby Watson. Per anni è in tournée con Tullio De Piscopo. Canta anche nell’Opera da tre soldi di Kurt Weill. I festival? Italia, Europa, Stati Uniti. Un profilo che parla da sé: mestiere, curiosità, disciplina. La sua è una voce che respira a tempo, cambia grana, racconta senza alzare la voce.
Fin qui la traiettoria. Ma il punto centrale arriva in controluce, sul palco di Rho: un quintetto che attraversa il repertorio pop senza mai perdere l’anima jazz. È qui che Patrizia sposta l’aria: prende una melodia nota, la inclina, aggiunge silenzi. Fa spazio all’ascolto. Trasforma ogni brano in un ritratto personale, nitido, emotivo, mai ruffiano.
Con lei ci sono i fidati: Fabrizio Bernasconi al piano, Lele Garro al contrabbasso, Alessio Pacifico alla batteria, Marco Brioschi a tromba e flicorno. È una squadra che conosce le distanze giuste. Il pianoforte disegna, la sezione ritmica spinge e respira, l’ottone apre finestre calde. Il risultato è un suono d’insieme: elegante, mobile, preciso. Immaginate una hit degli anni ’70 che si scioglie in ballad notturna; o un brano radiofonico che, in tre chorus, diventa racconto intimo. Non serve strafare: basta il bilanciamento.
Informazioni pratiche, chiare: Palco Estivo di Piazza Jannacci a Rho; se piove, Auditorium Maggiolini in via De Amicis 15. Prenotazioni attive dall’11 luglio su donneincanto.org. Il Festival conferma qualità e visione: ospiti scelti, drammaturgie musicali pensate, cura del dettaglio. È una linea che, nel tempo, ha costruito fiducia.
Poi, di colpo, si fa sera. Le luci della piazza sono basse, il flicorno ha quel riflesso miele, la voce scende un gradino e si ferma. In quel fermo immagine, ognuno ritrova una canzone di quando era altrove. Qual è il brano pop che vorresti riascoltare oggi, con il passo lento e sincero del jazz?
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