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Tecnologia

Hai una stufa a pellet? Puoi risparmiare anche su quella: ecco come fare

Published by
Emiliano Fumaneri

Avere una stufa a pellet permette già di suo un bel risparmio in bolletta rispetto al riscaldamento a gas.

Anche se i rincari vertiginosi del 2022 non hanno risparmiato neanche questo riscaldamento alternativo, rimane comunque conveniente. Inoltre con alcuni semplici accorgimenti si può risparmiare anche sugli sprechi di combustibile e ottimizzare la resa della stufa. Ecco quali sono.

Eco di Milano

Da tempo avere una stufa a pellet è un’opzione scelta da chi vuole risparmiare in bolletta, Si tratta di un’alternativa che permette di economizzare sul tradizionale – ma anche più costoso – riscaldamento a gas. La stufa a pellet è un’ottima soluzione anche per rimpiazzare caloriferi o pannelli. E alcuni modelli riescono persino a produrre acqua calda sanitaria.

Ma oltre a questi risparmi, ci sono anche altri quattro modi per risparmiare facendo attenzione a non sprecare una eccessiva quantità di combustibile (cioè i pellet). Un’accortezza che diventa quasi una necessità in tempi di rincari energetici e, di conseguenza, anche in bolletta. La scure degli aumenti purtroppo si è abbattuta anche sul costo di questo riscaldamento alternativo, in particolare sulla sua biomassa. A ottobre 2022 un’indagine di Altroconsumo aveva mostrato che il costo dei pellet era più che raddoppiato rispetto all’anno precedente: addirittura facendo segnare uno stratosferico +140%.

Il consumo eccessivo di pellet: un difetto a cui si può rimediare

Malgrado i rincari da record, la stufa a pellet rimane comunque una valida alternativa anche rispetto ai tradizionali camini a legna, dato che permette di regolare la temperatura e di programmare anche l’orario di accensione e spegnimento.

Se c’è un difetto però anche nelle stufe a pellet di ultima generazione è proprio l’eccessivo consumo di pellet. Un fatto da non sottovalutare, perché potrebbe arrivare a far svanire la convenienza di ricorrere alla stufa a pellet. Ecco perché è indispensabile ottimizzare l’uso della materia organica, ossia i pellet, per risparmiare sui costi.

Un occhio a qualità e stagionalità per risparmiare sui pellet

Un errore comune da parte di tanti, in questo momento di caro prezzi, è quello di mirare solo a pagare il meno possibile il pellet. Ma puntare solo sul prezzo a discapito della qualità, ancorché comprensibile, potrebbe non essere la cosa migliore da fare. Va anche considerato infatti che un pellet di cattiva qualità, con un grado di umidità troppo alto, finisce per bruciare troppo velocemente. Col risultato non soltanto di sporcare il vetro della stufa, ma anche di intasare braciere e tubature. Per questo bisogna sempre buttare un occhio all’umidità contenuta. Per farlo basta guardare sulla scheda tecnica, dove dovrebbe essere indicata. Un alto grado di umidità equivale a una bassa combustione del pellet, con conseguente aumento di consumi e di costi.

Per andare sul sicuro meglio puntare su pellet con un grado di umidità inferiore al 10%.

Anche le stagioni incidono sul prezzo del pellet. La cosa migliore da fare sarebbe acquistarli in primavera o in estate. In bassa stagione, in sostanza. Il motivo è dettato semplicemente dalla legge della domanda e dell’offerta. In bassa stagione la domanda è più bassa rispetto all’alta stagione (che nel nostro caso cade tra autunno e inverno). Anche se la geopolitica (leggi crisi ucraina) ha un po’ cambiato le carte in tavola, in generale la regola da seguire resta questa.

Altra cosa utile per risparmiare è comprare il pellet sfuso anziché in sacchi singoli. L’imballaggio infatti pesa parecchio sul costo finale: imballare pellet nei sacchi da 15 o 25 kg costa infatti dai 26 ai 30 euro a tonnellata.

Attenzione anche a bruciatore e temperatura

Si può giocare anche sulle impostazioni della stufa. Impostando il bruciatore in maniera corretta possiamo ottimizzare le funzioni della stufa. Il momento in cui si raggiunge il picco massimo di energia è l’accensione della stufa stessa. Per cui è buona cosa impostare la massima potenza, regolando anche il termometro per riscaldare più rapidamente casa. Una volta arrivati al picco, la temperatura e la potenza caleranno e finiranno per regolarsi. Anche in questo caso così si consumerà una minor quantità di combustibile.

Converrà tenere d’occhio anche la temperatura impostata: più sarà elevata, più combustibile verrà bruciato. I tecnici consigliano – oltre ai regolamenti in vigore per ogni area climatica – di attenersi sempre all’intervallo tra i 20 e i 22 gradi. Non soltanto – e non è poco – per rispettare l’ambiente, ma anche per la salute. Una temperatura troppo elevata finirebbe infatti per produrre aria secca, ben poco salutare.

Infine, per ottimizzare al meglio la resa della stufa a pellet, non vanno mai dimenticate la manutenzione e la pulizia ordinaria della stufa.

 

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Emiliano Fumaneri

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