Pensione con 20 anni di contributi: tutte le possibilità attualmente disponibili

È possibile andare in pensione con 20 anni di contributi? Diamo un’occhiata ai requisiti 2023 per il pensionamento.

Nel corso della campagna elettorale che ha portato alle elezioni del 25 settembre 2022, le forze politiche di centro-destra avevano sottolineato, in più occasioni, la volontà di riformare il sistema pensionistico italiano.

Pensione con 20 anni di contributi?
Eco di Milano

Tuttavia, la crisi economica ed energetica che ha colpito l’Italia e l’Europa ha alterato la scala delle priorità. Ed è così che il nuovo governo, capitanato da Giorgia Meloni, ha dovuto occuparsi di incentivi e bonus indirizzati in favore delle famiglie in difficoltà economica.

Dunque, anche per il 2023 l’accesso alla pensione di vecchiaia avverrà tramite la riforma Fornero. Tuttavia, sono state prorogate e rinnovate alcune forme di pensionamento anticipato.

Pensione con 20 anni di contributi: facciamo chiarezza

Con l’approvazione della legge di bilancio 2023, sono state introdotte alcune novità che riguardano il sistema pensionistico italiano.

Una delle più importanti novità riguarda l’introduzione di Quota 103. Senza dimenticare che è stata rinnovata anche la misura di pensione anticipata indirizzata alle lavoratrici, ovvero Opzione donna.

Ad ogni modo, le misure di pensionamento anticipato rappresentano delle deroghe rispetto al pensionamento di vecchiaia ordinario. Ci stiamo riferendo alla cosiddetta legge Fornero che, attualmente, rappresenta la riforma pensionistica in vigore, in Italia.

In base a tale legge gli italiani hanno la possibilità di andare in pensione al raggiungimento del sessantasettesimo anno di età, dopo aver maturato almeno 20 anni di versamenti contributivi.

Dunque, alla domanda “è possibile andare in pensione con 20 anni di contributi?” la risposta è chiaramente “sì”. Ma è necessario rispettare il requisito anagrafico di 67 anni.

In alternativa, i lavoratori prossimi alla pensione hanno la possibilità di ritirarsi dal lavoro rispettando un requisito anagrafico più basso, ma con un versamento contributivo decisamente più alto.

Ci stiamo riferendo alla pensione di vecchiaia anticipata per la quale servono 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi di contributi, per le donne. In tal caso, è possibile accedere alla pensione a 62 anni di età.

Pensionamento con Quota 103

Il pensionamento con Quota 103 ha dei requisiti molto simili a quelli richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia anticipata.

Infatti, i lavoratori che intendono beneficiare di quest’opportunità devono raggiungere almeno 62 anni di età e avere effettuato almeno 41 anni di versamenti contributivi. A proposito di versamenti contributivi che danno accesso a Quota 103, occorre dire che questi possono essere cumulati anche tra diverse gestioni INPS.

Ad ogni modo, Quota 103 non è una misura erogata d’ufficio. Pertanto, è necessario che il soggetto interessato presenti un’apposita domanda all’istituto previdenziale.

L’istanza in questione può essere inviata anche successivamente alla maturazione dei requisiti sopraindicati. I lavoratori che hanno la possibilità di accedere a Quota 103 sono quelli iscritti alle gestioni INPS AGO, dipendenti pubblici e privati. Ma anche i lavoratori iscritti alle gestioni speciali INPS, per lavoratori autonomi e parasubordinati possono sfruttare Quota 103.

La misura, infatti, non è accessibile a personale militare, Forze Armate, di Polizia, vigili del fuoco e Guardia di Finanza.

Per quanto riguarda il trattamento pensionistico, che il lavoratore riceve accedendo a Quota 103, occorre specificare che il valore lordo mensile massimo non può essere superiore a 5 volte al trattamento minimo dell’INPS. Ci stiamo riferendo ad un importo che, nel 2023, è pari a 2818,7 euro lordi al mese.

I lavoratori che decidono di usufruire della misura Quota 103 non possono percepire reddito da lavoro fino alla maturazione dei requisiti che danno accesso alla pensione di vecchiaia. Tuttavia, la disciplina prevede una deroga per il lavoro autonomo occasionale, entro il tetto di reddito annuo di 5000 euro.

Opzione donna 2023

Del 2023 sarà ancora possibile accedere alla misura di pensionamento anticipato indirizzata in favore delle lavoratrici. L’intenzione di prorogare la misura era stata già preannunciata dal governo in fase di campagna elettorale.

Tuttavia, sebbene Opzione donna sia stata rinnovata non sono mancate le novità, che hanno ridotto notevolmente la platea dei possibili beneficiari.

Ad ogni modo, per accedere a Opzione donna 2023 è necessario aver perfezionato i requisiti entro il 31 dicembre 2022. Le donne lavoratrici che intendono beneficiare di Opzione donna devono aver maturato un requisito di anzianità contributiva di almeno 35 anni e aver raggiunto almeno 60 anni di età.

Una delle più importanti novità che riguardo Opzione donna è l’agevolazione in favore delle lavoratrici madri. Di fatto, con l’approvazione della Legge di bilancio 2023, le donne che intendono ritirarsi dal lavoro con Opzione donna potranno ottenere uno sconto sul requisito anagrafico di un anno, per le lavoratrici che hanno avuto un solo figlio, o di due anni, per quelle che hanno avuto due o più figli.

Inoltre, è da ricordare che per poter accedere a Opzione donna è necessario appartenere ad una delle seguenti categorie:

  • Caregiver da almeno sei mesi;
  • Invalida civile con percentuale pari ad almeno il 74%;
  • Lavoratrici licenziate da un’azienda ufficialmente in stato di crisi o con tavolo di crisi aperto presso il Ministero del Lavoro.

Pensione con 20 anni di contributi: altre misure anticipate

È dunque chiaro che, in Italia, è possibile andare in pensione con 20 anni di contributi solo accedendo alla pensione di vecchiaia ordinaria, che prevede il raggiungimento di 67 anni d’età. Anche in questo caso però è necessario rispettare una condizione che riguarda l’importo della pensione: deve risultare non inferiore a 1,5 volte il valore dell’assegno sociale.

In alternativa, è possibile andare in pensione a 71 anni di età con cinque anni di contributi effettivi.

Ad ogni modo, ci sono numerose forme di pensionamento anticipate che, però, prevedono requisiti contributivi più alti. Ci stiamo riferendo a:

  • Quota 100 per il settore privato, che prevede 62 anni di età e 38 di contributi, requisiti che devono essere perfezionati entro il 31/12/2021;
  • Quota 102 per il settore privato, che prevede 64 anni di età e 38 di contributi, i requisiti devono essere perfezionati entro il 31/12/2022.
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