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Buoni fruttiferi, l’inflazione cambia i tassi: i 3 da non farsi sfuggire

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Damiano Mattana

Rendimenti interessanti per i Buoni fruttiferi postali. Tre in particolare, che offrono riscontri sicuri e tassi agevolati. Ecco di quali si tratta.

L’apprezzamento dei risparmiatori nei confronti dei Buoni fruttiferi postali è sempreverde. In questo particolare momento storico, tuttavia, le occasioni sono abbastanza variegate.

Eco di Milano

Detto dei libretti di risparmio, con l’offerta Supersmart a favorire non solo l’accantonamento ma anche i rendimenti (con qualche dettaglio da tenere d’occhio), con i Buoni la convenienza si basa essenzialmente sui tassi di interesse. In particolare con l’aggiornamento recente, che ha ridistribuito in buona misura il concetto di “convenienza”. In questo senso, l’inflazione ha giocato un ruolo di rilievo per determinare quali saranno le vie di investimento migliori per l’anno appena iniziato. Per quel che riguarda i Buoni fruttiferi, i prodotti sono sostanzialmente speculari. La rideterminazione dei tassi, però, ha esteso le opportunità di investimento in modo differente, rendendo tre prodotti in particolare più appetibili rispetto ad altri. Merito anche del centosessantesimo anniversario di Poste Italiane, al quale è corrisposto un restyling del prodotto principe.

Novità già iniziate nel 2022 e che proseguiranno anche con l’anno appena iniziato. L’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, ha fatto sapere che la clientela potrà beneficiare dell’ampliamento dei servizi, nei quali saranno incluse nuove forme di Buoni fruttiferi. L’obiettivo è allargare ulteriormente la platea non solo dei beneficiari del prodotto ma anche quella dei nuovi clienti. A incentivare l’asset di Poste, anche l’acquisizione via LIS Holding, azienda leader del settore paytech. Ossia, uno dei settori più determinati in questa fase, anche all’indomani delle nuove misure sui pagamenti digitali.

Buoni fruttiferi, (tre) novità in arrivo: il 2023 riserva sorprese

La rivoluzione dei pagamenti di prossimità parla quindi anche la lingua dei Buoni fruttiferi postali. L’adeguamento del prodotto alle varie esigenze dei risparmiatori ha contribuito, negli anni, a rafforzarne la popolarità fra i risparmiatori e, parallelamente, per gli investitori. Due figure che, proprio grazie ai Buoni, hanno iniziato a convergere sempre più spesso, anche grazie all’elasticità dello strumento che consente rendimenti interessanti in un periodo di tempo estremamente breve. Anche fra i minori l’appetibilità è aumentata con gli anni, anche con tassi di rendimento efficaci a garantire anche ai più giovani un primo salvadanaio (tasso vantaggioso a 4,50%). Interessante anche il Buono Soluzione Eredità, destinato a coloro con procedimento successorio concluso con Poste (tasso al 3%). Occhio anche ai Rinnova e Risparmio sostenibile, quest’ultimo forma di risparmio semplificata, con deadline a 4 anni.

Nonostante le prospettive interessanti, però, al momento sono soprattutto tre i Buoni fruttiferi di maggior fascino finanziario. L’aumento dei tassi di interesse ha contribuito alla rivisitazione del potere di acquisto delle famiglie italiane, con primi aumenti che hanno coinvolto i buoni di nuova emissione. Il balzo è stato ingente: dallo 0,5% al 2% attuale. In seguito, Cassa Depositi e Prestiti hanno disposto l’aumento dei Buoni già avviati. In questi casi, gli interessi, oltre che costanti, saranno anche superiori al 2%. Il Buono Rinnova, il 4×4 e quello dedicato ai minori, in questo senso, fanno la parte del leone. Il secondo, in particolare, è quello che offre, al momento, il tasso di rendimento più elevato. La condizione essenziale è l’apertura, per terzi, di un maggiorenne. L’intestatario potrà comunque richiedere il rimborso, interessi inclusi.

Il 4×4, invece, con rendimento a 16 anni concretizzerà interessi a scaglioni, ossia dopo 4, 8 e 12 anni. Non ci sono vincoli anagrafici e rappresenta la soluzione migliore per gli investimenti a lungo termine, con rendimento annuo lordo del 3%. Zero costi di sottoscrizione e tassazione agevolata del 12,50% sugli interessi maturati. Occhio anche al Rinnova, con durata massima di 6 anni e interessi fino al 3,25% all’anno.

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