Il mercato dell’auto, nonostante la crisi di Governo in atto, non frena decisamente il proprio delicato e nel contempo complesso processo evolutivo.
Qualcosa sta gradualmente cambiando, forse facciamo solo fatica a rendercene conto. Arriverà davvero il giorno che diremo tutti addio alla benzina? Arriverà davvero il giorno che abbracceremo tutti le auto elettriche?
Intanto le aziende automobilistiche, dalle più piccole alle più grandi, hanno già intrapreso questa strada.
Lentamente, a piccoli passi, i vecchi motori inquinanti, secondo le disposizioni rigorose dei Governi, devono lasciare il posto a veicoli a bassa emissione.
Tutto questo rientra sia in un piano di rispetto climatico, soprattutto nasce con l’obiettivo di limitare, una volta per tutte, i consumi di quei carburanti “pesanti” di cui oggi siamo ancora schiavi e che stanno manipolando il mercato.
Fa sensazione che una serie di normative del genere arrivino proprio quando, con la caduta del Governo Draghi, si pensava che fosse tutto inesorabilmente fermo al palo.
La novità è una di quelle attesissime: dopo essere stato introdotto alla fine dello scorso anno, riappare il provvedimento sul cosiddetto “Bonus Retrofit 2022”.
Siamo di fronte all’incentivo che permette di trasformare la propria vecchia auto in un veicolo elettrico usufruendo di sussidi statali.
Il Governo italiano, o almeno quel che ne resta oggi, non ha mai smesso di seguire la medesima linea degli altri paesi europei.
Il nuovo Bonus dedicato agli automobilisti italiani non riguarda l’acquisto di un’auto elettrica che sostituisca la vecchia auto inquinante, ma mira a sostenere tutti i possessori di auto (e non solo) che desiderano trasformare il proprio veicolo in elettrico, senza per questo sbarazzarsi della buona vecchia macchina.
Insomma, il Decreto in questione, ti sostiene in lungo e in largo se vuoi solo cambiare il motore dell’auto.
Il provvedimento è stato elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili (MIMS) e dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).
Prevede un contributo a copertura del 60% delle spese sostenute per la riconversione dei veicoli elettrici .
I mezzi coinvolti, come precisato in una nota del MIMS, “vanno dai minivan per il trasporto di persone, ai veicoli con più di otto posti, ai furgoni per il trasporto di merci (categorie M1, M1G, M2, M2G, M3, M3G, N1 e N1G).
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