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Bancomat e carte, dal 1 gennaio 2023 cambia tutto: la comica è finita

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Antonio Pilato

L’ultima bozza della manovra ha in serbo diverse modifiche per quanto concerne i pagamenti con bancomat e carte. Vediamoli nello specifico

I commercianti aspettano notizie in tal senso visto che finora sono coloro che ci hanno rimesso di più per via delle alte commissioni sui pagamenti.

Eco di Milano

Le questioni inerenti i pagamenti elettronici sono sempre di grande interesse. Clienti e commercianti sono sempre attenti all’evolversi di queste situazioni che hanno un impatto tangibile sulla nostra società.

Stavolta a quanto pare le notizie in arrivo sembrano essere piuttosto incoraggianti per i gestori delle attività, che possono permettersi il “lusso” di rifiutare alcune transazioni. Ecco in quali casi specifici può avvenire ciò.

Bancomat e carte: cosa cambia per chi paga con strumenti elettronici

Nell’ultima bozza della manovra è stato aumentato da 30 a 60 euro il limite sotto i quali i negozianti non hanno l’obbligo di accettare la transazione elettronica. Nei prossimi giorni il provvedimento inizierà il percorso parlamentare alla camera in tempi che si preannunciano presumibilmente stretti. Per effetto di ciò si può dire che al momento il tutto rimane contornato nell’ambito delle ipotesi.

Ma tornando al nocciolo della questione, il governo non ha mai fatto mistero di voler snellire le sanzioni ai commercianti che non utilizzano il pos per quanto concerne i pagamenti elettronici. Dunque, l’obiettivo è dare la possibilità ai commercianti di poter dire no di fronte a richieste di pagamento con carta o bancomat inferiori a 60 euro.

Al momento anche per le micro-transazioni non ci si può esimere. Pena il pagamento di una sanzione pecuniaria di 30 euro a cui va aggiunto il 4% del pagamento negato. Qualche mese fa (ancora sotto il governo Draghi) invece era arrivata l’esenzione dell’obbligo per i tabaccai per quanto riguarda le sigarette e i valori bollati.

Tutta questa serie di innovazioni hanno però scatenato l’ira del Codacons secondo cui queste certificherebbero la cancellazione di 8 anni di battaglie in favore dei consumatori. In particolar modo il tetto dei 60 euro è stato definito come un’autentica presa in giro. Così facendo i clienti si ritroveranno spesso a far uso dei contanti per far fronte ai più che probabili rifiuti dei commercianti. 

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Antonio Pilato

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