Padri violenti, la sentenza stravolge tutto: cosa cambia per i loro figli

Una recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha chiarito come possono comportarsi i figli di padri violenti 

Si tratta di un cambiamento che segno un punto di svolta rispetto a quanto accadevo finora. L’obiettivo è quello di evitare turbamenti psicologici ai piccoli.

Padri violenti
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Il futuro delle famiglie italiane che hanno problemi di violenza è destinato a cambiare. Una sentenza rivoluzionaria della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha decretato una violazione da parte dei tribunali italiani.

Nello specifico ciò riguarda i padri violenti che hanno si sono resi protagonisti di episodi di questo genere nei confronti dei loro figli o comunque dinanzi ad essi. Infatti diverse sentenze emanate da giudici italiani impongono alla madri di portare i propri bambini agli incontri con i padri che si sono macchiati di cotanta aggressività.

Padri violenti: cosa prevede la sentenza della Corte Europea per quanto riguarda i figli

La violazione in questione riguarda l’articolo 8 della Convenzione. Secondo quanto stabilisce “ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza. Non può esservi ingerenza di un’autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto”.

Un estratto della normativa che lascia intendere come finora l’approccio giuridico italiano sia stato sbagliato, almeno per quanto riguarda la Corte Europea. In pratica secondo quest’ultima la giurisprudenza nostrana interferirebbe con il diritto al rispetto della vita privata e familiare imponendo alle vittime di dover incontrare il loro carnefice.

Dello stesso avviso l’associazione Differenza Donna secondo cui i Tribunali Civili italiani con le loro sentenze hanno di fatto turbato l’equilibrio psicologico ed emotivo dei bambini. La conseguenza è che hanno permesso ai minori già scossi da tutto ciò di incontrare i padri. Il tutto in  ambienti non protetti e con il rischio che potessero verificarsi ulteriori episodi analoghi.

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La Corte ribaltando il tutto ha quindi dato ragione a quelle madri che che in virtù di un lecito atteggiamento protettivo hanno spesso negato il consenso agli incontri con i figli. In questi casi infatti scatta un meccanismo che purtroppo porta ad avere sempre più paura. Il nuovo provvedimento riconosce quindi questo comportamento come uno strumento di tutela nei confronti dei bambini.