Caro bollette: incredibile quello che ha in mente di fare il governo Meloni

Il Governo Meloni ha diverse idee sul tavolo, che saranno utili a contrastare la crisi energetica e il caro bollette. Scopriamo di cosa si tratta.

Il governo Meloni ha in mente di approvare una manovra il cui costo sarà pari a 32 miliardi di euro. Questa cifra esorbitante dovrà essere spensa nel biennio 2022-2023 e servirà a ridurre i prezzi dell’energia sulle bollette di imprese e famiglie.

Crisi energetica e caro bollette
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In base alle indiscrezioni degli ultimi giorni, è parso di capire che la manovra in questione prevede l’aumento del deficit di bilancio 2023. A conti fatti, tale incremento comporterà il passaggio dal 3,4% al 4,5% con lo scopo di recuperare 23 miliardi di euro da utilizzare come misura contro il caro energia.

Questo è uno degli interventi che saranno introdotti con il Decreto aiuti quater con il quale saranno anche riproposti i crediti d’imposta erogati in favore delle imprese.

Ma il governo meloni ha in mente anche altre importanti novità.

Crisi energetica e caro bollette: cosa ha in mente il governo Meloni

Oltre ad approvare una manovra di bilancio di 32 miliardi di euro per combattere il caro bollette, il Governo Meloni ha intenzione di liberalizzare le estrazioni di gas.

Tramite quest’iniziativa s’intende sbloccare fino a 2 miliardi di metri cubi di gas da produzione nazionale riuscendo così a fornire la materia prima a prezzi decisamente più bassi. Secondo le stime, i metri cubi di gas estratti in ambito nazionale avrebbero un valore compreso tra 50 e 100 euro/mwh.

In base alle indiscrezioni delle ultime ore, già a partire da gennaio 2023 dovrebbero essere disponibili circa il 75% dei volumi di gas da produzione nazionale.

In ogni caso, è probabile che nei prossimi mesi il governo intervenga nuovamente con misure volte a calmierare i prezzi, per contrastare il caro bollette e aiutare imprese e famiglie.

Tra gli aspetti finiti sotto la lente d’ingrandimento del governo vi è anche la tassa sugli extra profitti alle imprese energetiche. L’esecutivo di centro-destra ha intenzione di revisionare la suddetta tassa che al momento ha garantito già 2 miliardi di euro di introiti nelle casse dello Stato.

Quali sono le Utility da tenere d’occhio

In base a quanto detto finora gli analisti equità SIM hanno giudicato in maniera positiva le iniziative che il governo intende mettere in atto. A suscitare il consenso degli esperti ci sono soprattutto le riduzioni dei costi in bolletta. Questo fenomeno favorirà la ripresa economica delle imprese e incrementeranno il potere d’acquisto delle famiglie.

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In questo modo, gli analisti prevedono un taglio dei rischi sui crediti dei retailers energetici, a partire da Enel, A2A, Iren, Hera e Acea.