Se hai una di queste 16 app sei nei guai: Google pulisce Play Store, ma forse è troppo tardi

Anche il web, di tanto in tanto si concede la possibilità di una ripulita, per cosi dire. Google dopo le segnalazioni passa all’azione.

Una segnalazione, è bastata una semplice presa di posizione da parte di una nota società di cyber sicurezza per mettere in difficoltà, e nemmeno poco, un colosso come Google. Non ci crederete ma la segnalazione in questione ha fatto davvero tantissimo per la sicurezza degli utenti e dei propri dispositivi portatili. Un’ottima operazione si potrebbe definire, che ha contribuito a tagliare alcune vere e proprie “mele marce”. Gli utenti sentitamente ringraziano.

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La sicurezza sul web è diventata ormai una dinamica sempre più necessaria. La connessione h24 è ormai una costante, la realtà dei fatti per milioni e milioni di utenti. Dall’altra parte, quindi si richiede un minimo di sacrificio, per cosi dire, per assicurare agli stessi utenti le giuste condizioni di manovra. Le notizie degli ultimi giorni fanno ben sperare in vista del futuro. Il web è ormai la seconda realtà dei cittadini, e di conseguenza occorrono decisioni drastiche.

Cosi come anticipato, di recente, una segnalazione di una nota società di cyber sicurezza ha portato all’eliminazione da parte di Google di ben 16 applicazioni dichiarate alla fine di un rapido esame pericolose. In sintesi si è trattato di quelle che vengono definite “adware”, termine che nel linguaggio informatico sta a significare “advertising supported software”, sostanzialmente software sovvenzionati da pubblicità. Niente di utile insomma.

Tali app, infatti vengono appositamente progettate con lo scopo di lanciare messaggi pubblicitari. Il tutto porta agli sviluppatori lauti guadagni sacrificando, di fatto, l’efficacia della stessa app nella più totale confusione dell’utente. Si tratta di annunci per lo più, messaggi che promettono ad esempio guadagni, investimenti sicuri e quant’altro. Nient’altro che tecniche ben studiate per fare soldi, di fatto sulle spalle degli stessi fruitori del presunto servizio.

I soldi, per gli stessi sviluppatori arrivano con le visualizzazioni prodotte dalla ricezione automatica di annunci per gli utenti. Le app in questione svolgono, di fatto, operazioni indesiderate, si potrebbero certo definire cosi. Cambiare opzioni di navigazione ad esempio allo stesso dispositivo dell’utente ed indirizzare in qualche modo le relative ricerche di quest’ultimo. Oppure, addirittura si potrebbe verificare la dinamica della connessione automatica a particolari siti web o servizi.

Google fa pulizia tra le app offerte: come riconoscere le applicazioni indesiderate

Riconoscere tali tipologie di app potrebbe risultare alla fine anche abbastanza semplice. I segnali che potrebbero in qualche modo certificare la presenza di uno o più adware potrebbero essere riscontrati nelle seguenti dinamiche:

  • la comparsa di nuove toolbar, estensioni o plugin all’interno del browser;
  • reindirizzamenti a siti diversi da quelli previsti;
  • blocchi o rallentamenti improvvisi del browser;
  • avvio automatico dell’installazione di app indesiderate.

Le app eliminate da Google di fatto prendevano il controllo dello smartphone o del dispositivo utilizzato dall’utente, quello sulla quale di fatto venivano installate. Ricerche indirizzate, pagine web aperte non del tutto casualmente e di conseguenza centinaia di visualizzazioni, click e quant’altro. Una manna dal cielo per gli sviluppatori che dovevano soltanto, poi, passare all’incasso. I danni collaterali di tali operazioni, per gli utenti potevano riscontrarsi in questi precise dinamiche:

  • nel consumo massivo di batteria, che poteva facilmente essere imputato ad altre cause;
  • nel consumo eccessivo dei dati internet, dal momento che le app giravano anche in assenza della connessione Wi Fi.

Le applicazioni in questione, chiaramente al momento non sono più disponibili presso il Play Store di Google. Chiaramente sarebbe il caso di controllare se su uno dei nostri dispositivi in qualche modo qualcuna di queste possa essere a nostra insaputa presente. Le applicazioni, di fatto, messe al bando da Google sono le seguenti:

  • Flashlight+;
  • High-Speed Camera;
  • Smart Task Manager;
  • Blocco note (app in coreano);
  • Torcia elettrica (app in coreano);
  • BusanBus;
  • Quick Note;
  • Currency Converter;
  • Ez Notes;
  • Joycode;
  • EzDica;
  • Instagram Profile Downloader;
  • K-Dictionary;
  • Flashlight+ (app alternativa);
  • Flashlight+ (seconda app alternativa);
  • Calcolatrice (app in coreano).

Informazione niente male, insomma, per milioni e milioni di utenti. La sicurezza, cosi come ribadito, oggi è più che mai una assoluta necessità.

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