Pace fiscale e Rottamazione: il piano Meloni restituisce il sorriso agli italiani

Il Governo Meloni lavora alla nuova pace fiscale. All’orizzonte, una Rottamazione che più completa delle precedenti. Vantaggiosa, forse, anche per il Fisco.

 

Obiettivo, nuova pace fiscale. Una parte della coalizione di Centrodestra ha fin da subito chiarito quale avrebbe dovuto essere uno dei primi provvedimenti del nuovo Governo.

Rottamazione cartelle esattoriali
Foto: Canva

Ci sarà da discuterne. Almeno in previsione della prossima Manovra, dalla quale dovranno emergere le risorse necessarie per determinare i primi passi effettivi dell’esecutivo appena entrato in carica. Uno sgravio fiscale sotto forma di Rottamazione, passo che, almeno sulla carta, potrebbe rappresentare un nuovo punto di svolta per i contribuenti italiani. Da un lato l’emergenza pandemica ancora in atto, dall’altro le criticità imposte dalla guerra in Ucraina. E, da un altro lato ancora, la pressione fiscale, ripartita assieme all’attività di riscossione, ormai da un anno a questa parte. Ossia, in un periodo in cui il conflitto non era ancora scoppiato e in cui la crisi energetica appariva più uno scenario potenziale che un effettivo risvolto del dopo-emergenza sanitaria.

A ogni modo, è stata la Lega a far pressione in fase di campagna elettorale. Garantendo che, qualora il Centrodestra sarebbe andato al Governo, dal Carroccio sarebbero seguiti altrettanti sforzi per portare in porto una nuova pace fiscale. Con l’obiettivo dichiarato di sgravare i contribuenti perlomeno di parte delle pendenze con l’Erario, sullo stile di quanto effettuato durante la fase peggiore della pandemia. Come detto, però, tutto dipenderà dalle risorse in campo. O meglio, da quelle che saranno reperite per mettere a punto un piano d’azione per l’anno che verrà.

Rottamazione, la base della nuova pace fiscale: si ragiona sul condono

Inizialmente era stata ipotizzata una sorta di Rottamazione quater. Ossia, un nuovo piano di accantonamento delle cartelle esattoriali attraverso la pratica di un saldo ragionato. Il quale, in alcuni casi, potrebbe assumere l’aspetto di un vero e proprio condono, perlomeno sulla base di un debito ragionevole. Nello specifico, la Rottamazione riguarderebbe le cartelle fino a mille euro, nell’ottica di una convenienza reciproca, tanto per il Fisco quanto per i contribuenti. Del resto, anche la prima pace fiscale era stata mirata a sgravare chi aveva pendenze fiscali dai propri debiti e, al contempo, alleggerire gli archivi dell’Agenzia delle Entrate Riscossione da plichi riferiti a casi ritenuti irrisolvibili. In sostanza, stralciare debiti inestinguibili o non più esigibili per poi re-immettere le nuove cartelle esattoriali.

Piano che ha funzionato in parte, visto che le cartelle in questione erano riferite esclusivamente ai debiti più bassi (non superiori ai 5 mila euro) e ai conti in sospeso più datati (2000-2010). Il nuovo compromesso tra Fisco e contribuenti, a ogni modo, non dovrebbe essere molto più elaborato del precedente. Con la differenza, però, che per i debiti superiori a quelli contenuti nelle cartelle destinate alla Rottamazione (con importi fino a 1.000 euro) sarà prevista una rateizzazione importante. Decisamente più estesa rispetto alle versioni precedenti, anche per la possibilità di poter scontare una penalizzazione minore. Senza contare che, stando a quanto emerso fin qui, la sanatoria che verrà potrebbe includere anche coloro che hanno già aderito in precedenza a una rateizzazione e poi decaduti dal beneficio.

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Piano e importi

Maglie larghe quindi. Anche perché la nuova rottamazione non includerebbe solo le insolvenze minori (ad esempio le multe) ma anche tasse e tributi non saldati fino a giugno 2022. I debiti di riferimento, in pratica, saranno esclusivamente quelli compresi entro tale data. Per le cartelle fino a 1.000 euro, si potrebbe procedere addirittura a un taglio totale, sul modello di quanto avvenuto per le cartelle fino al 2010. Per gli importi superiori, la sanzione forfettaria non dovrebbe superare il 5%, con rateizzazioni fino a 120 rate per i contribuenti più in difficoltà. Un piano di ammortizzazione che potrebbe beneficiare anche al Fisco che, a quel punto, avrebbe maggiori garanzie di tornare in possesso di quanto dovuto.