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Residenza senza casa: come risolvere il (complicato) problema

Published by
Damiano Mattana

È possibile avere una residenza senza possedere una casa? I casi da tenere in considerazione sono due, per certi versi simili.

 

Cambiare casa non è mai una pratica semplice. Acquisto o affitto, entrambe le situazioni richiedono uno sforzo economico proporzionato alla strategia scelta. Il che, nella maggior parte dei casi, richiede tempo per portare il tragitto a compimento.

Foto: Canva

Le prassi successive, tuttavia, sono sempre le stesse. Il nuovo inquilino dovrà essere a tutti gli effetti rintracciabile, ossia essere iscritto all’Anagrafe del proprio Comune o comunque comunicare alle amministrazioni territoriali la sua residenza. Tanto che, a seguito di un passaggio di immobile da un proprietario all’altro, avviene la canonica verifica da parte della Polizia municipale, affinché anche il recapito postale possa diventare effettivo. Il problema, semmai, sorge nel momento in cui la casa non c’è. E, per questo, fissare una residenza potrebbe rappresentare un passaggio decisamente complicato. Innanzitutto sul piano personale e, di rimando, dal punto di vista burocratico.

Il nodo principale è legato proprio alla ricezione della corrispondenza. Per chi non ha una fissa dimora, occorre trovare una soluzione affinché una raccomandata piuttosto che una comunicazione da parte di qualsiasi ente possa essere regolarmente consegnata. Paradossalmente, ritrovarsi di fronte a una condizione di difficoltà nel fissare una residenza corrispondente a una regolare abitazione è qualcosa di meno raro di quanto si potrebbe pensare. A norma di legge, per residenza si intende il luogo effettivo in cui un cittadino ha la sua dimora abituale, per sé o per la sua famiglia. È evidente, però, che di situazioni valide affinché qualcuno si ritrovi senza abitazione ve ne siano in discreto numero.

Fissare una residenza senza avere la casa: tutte le situazioni

Al fine di evitare un comune errore, bisogna innanzitutto fare un distinguo fra chi è considerato senza fissa dimora e chi del tutto senza tetto. Nel primo caso, infatti, ci si riferisce a persone che, magari per motivi di lavoro, si trovano a dover cambiare spesso luoghi di stabilità o di lavoro. Questo non significa che non possiedano una casa ma che, piuttosto, non trascorrono in un luogo o in un’abitazione il tempo sufficiente a far sì che quella sia effettivamente la loro residenza. Diverso il caso del senza tetto, persona che, invece, si ritrova del tutto privo di una casa. Di un “tetto”, appunto. Chiaramente, entrambi i casi viaggiano su un inquadramento normativo di riferimento, anche se la problematica è fondamentalmente comune a entrambi. Ossia, dove e come indicare la propria residenza.

Senza fissa dimora

Per i senza fissa dimora, la situazione è complessa nella misura in cui si fa riferimento al loro stile di vita. Chi viaggia molto o, per scelta o necessità, si ritrova a vivere in una casa mobile, si ritroverà al contempo a fare i conti con le difficoltà dovute all’impossibilità oggettiva di dichiarare una residenza. In questo senso, verrebbero meno importanti agevolazioni e addirittura diritti, come l’assistenza sanitaria in primis. Per ovviare al problema, è necessario che tali soggetti “semplifichino” il compito all’Anagrafe comunale, mettendola in condizione di accertare un domicilio. In questo caso, infatti, il richiedente assume il diritto soggettivo di iscrizione all’Anagrafe proprio in veste di senza fissa dimora. Il domicilio, nello specifico, può essere fissato in casa di un parente o, addirittura, presso indirizzi predisposti dal Comune stesso a questo scopo.

Senza tetto

Per i senza tetto, le cose non stanno molto diversamente. In base a una sentenza della Cassazione, è stato stabilito come l’iscrizione all’Anagrafe comunale rappresenti un diritto inalienabile per il cittadino. Questo significa che il luogo di dimora abituale non dovrà rappresentare un ostacolo. In sostanza, si tratti di una normale abitazione o addirittura di un luogo appartenente al demanio pubblico utilizzato come rifugio, la pratica di iscrizione non cambierà. Sta di fatto che anche il senza tetto dovrà mettere in condizione l’Anagrafe di svolgere i necessari accertamenti. Stando così le cose, varrà la regole messa a disposizione per i senza fissa dimora. A patto che il luogo di riferimento abituale (qualunque esso sia) venga indicato chiaramente.

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Damiano Mattana

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