WhatsApp, l’sms al quale non rispondere: possono rubarvi tutto

Si potrebbe definire come una moda del momento, qualcosa che certamente prima non c’era, o per lo meno non in questo modo.

Negli ultimi tempi, è cosa abbastanza evidente, sono aumentati a dismisura i casi di truffa. Sarà per la crisi in atto e le relative condizioni economiche instabili dei cittadini, le difficoltà che tutti, ma proprio tutti riscontrano, sarà per mille altri motivi consistenti o meno, sta di fatto che il rischio negli ultimi mesi è aumentato più che mai soprattutto sul web. La buona fede dei cittadini, l’ingenuità, spesso, partecipano poi a rendere abbastanza semplice ogni operazione truffaldina.

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Ai nostri giorni la truffa impazza in maggioranza sul web, è li infatti che si concentrano la maggior parte dei raggiri orchestrati da malintenzionati senza scrupoli. Ad un certo ci si rende tranquillamente conto che la realtà che si vive è accompagnata da un’altra condizione parallela dove ogni cosa appare molto più semplice, da fare e da subire. Niente altro che la pure verità. I cittadini oggi più che mai sono sempre più consapevoli di tutto questo.

Nella maggior parte dei casi trattandosi di web possiamo ritrovarci tranquillamente di fronte ad una impostazione che si ripete quasi ad oltranza. L’impianto per cosi dire, della truffa resta di fatto lo stesso, la tecnica utilizzata, poi, può variare in base a quelle che sono le dinamiche in qualche modo trattate, le ipotesi, le finzioni orchestrate. Alla fine tutto risponde ad una certa logica, truffaldina certo ma più che salda in certi contesti paralleli.

Nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte, ad esempio ad un contenuto principale, parliamo di messaggi o mail, dinamiche d’approccio di massima. Un contenuto principale, si diceva, che ha il compito di attirare l’attenzione di chi legge. Il tutto quindi dovrà essere quanto più accattivante possibile. La promessa di un premio, la conferma di una vincita improvvisa, ma non solo.

Le difficoltà, finte, d’accesso ad un conto corrente, la sospensione del proprio SPID, tutti sotterfugi che in qualche modo servono a catalizzare l’attenzione di chi legge rispetto allo stesso contenuto. A quel punto entra in gioco il secondo strumento, quello che in qualche modo è il vero e proprio protagonista, i link. Onnipresente, il link serve al malintenzionato per portare la potenziale vittima li dove si desidera. In quel momento, di fatto, la truffa sarà compiuta.

Questa però, ovviamente non è l’unica modalità d’azione dei truffatori. Negli ultimi tempi, ad esempio, va molto di moda una truffa specifica, che serve non tanto a sottrarre denaro alla vittima in questione, ma a portare via informazioni delicate, personali insomma che possono risultare utili per nuove truffe.

WhatsApp, l’sms al quale non rispondere: in questo modo provano a violare la vostra privacy

“Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?”. Tutto ha inizio in questo modo. Il messaggio in questione arriverà alla vittima designata da un suo stesso contatto WhatsApp, chiaramente attraverso l’app in questione. Il mittente citato ovviamente sarà già stato truffato e di conseguenza ora fungerà da mezzo per cercar nuove vittime. All’utente s si chiede quindi il suo codice personale, che possiamo trovare tra le impostazioni della stessa app.

Il codice in questione  è quello che ci consente ad esempio quando cambiamo smartphone di rientrare con il nostro stesso profilo. In pratica fornendolo ad un’altra persona le si darà l’occasione per impossessarsi del nostro stesso profilo. La truffa insomma andrà avanti pronta a colpire sempre nuove vittime con preziose informazioni da sottrarre. Il rischio insomma corre veloce sul web, più veloce che mai.

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Occhi sempre ben aperti quindi per proteggersi da approcci sempre più pericolosi da parte di malintenzionati senza scrupoli. La nostra realtà è oggi questa, più crudele che mai, più rischiosa, cosi come anticipato, che mai. Nient’altro che premura e massima lucidità, questa è la giusta ricetta per difendersi alla meglio.