Il Pos obbligatorio è un flop: i contanti stanno tornando di prepotenza

Nonostante sia stato introdotto il pos obbligatorio è difficile arrivare alle sanzioni. Ecco l’andamento di questo trend a dir poco grottesco

La legge è ormai in vigore da diversi mesi, ma nonostante ciò l’utilizzo del contante non è stato affatto diminuito, anzi in molti casi è necessario averlo con sé

Pos obbligatorio
Fonte Adobe Stock

Doveva iniziare una nuova era, ed invece si è registrato un clamoroso regresso. Nell’immaginario collettivo l’introduzione del pos obbligatorio scattata lo scorso 30 giugno doveva favorire i pagamenti elettronici a scapito della moneta.

Ed invece di fatto è stato praticamente il contrario. Uno scenario a cui sembra difficile credere, ma che invece è sempre più una realtà del Bel Paese. Alla base di ci sono diverse concause da analizzare accuratamente.

Pos obbligatorio: perché non funziona e sta favorendo il ritorno in auge dei contanti

In pratica nonostante siano state varate delle multe, a dir la verità non propriamente severe, è difficile che vengano applicate. Infatti dovrebbe partire la contestazione del cliente (a cui viene negata la transazione) che poi dovrebbe avvisare gli organi competenti. In pochi hanno tempo e voglia per cimentarsi in questo genere di attività.

A ciò va aggiunto che in molti casi gli esercenti, soprattutto quelli a capo di attività medio-piccole sono piuttosto restii a lasciarsi andare a questo genere di pagamenti. D’altronde le commissioni elevate rischiano di portare guadagni netti davvero miseri.

L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dalla voglia di nascondere al fisco una quota della transazione. Naturalmente è una situazione che non riguarda tutti, ma ciò alle volte determina loschi tentativi di sconto in caso di pagamento in contanti.

In uno scenario del genere risulta logico girare sempre con qualche banconota e all’occorrenza moneta (alle volte risulta difficile anche il pagare con tagli da 50 euro in su). Inoltre bisogna aggiungere anche quelle attività che sono esentate da tale obbligo tra cui benzinai e studi associati.

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