Rata del finanziamento saltata? Le conseguenze non sono da sottovalutare

Cosa succede se si salta il pagamento di una rata del finanziamento? Ecco cosa aspettarsi secondo le indicazioni della normativa.

Scopriamo le conseguenze previste per i contribuenti che saltano il versamento di una rata di un finanziamento richiesto per acquistare un elettrodomestico.

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Avere la liquidità necessaria per affrontare una grossa spesa improvvisa sta diventando un lusso che pochi cittadini possono permettersi. Fortunatamente per ogni esigenza è possibile richiedere un prestito riuscendo, così, a dilazionare un grande pagamento in più rate accettando, naturalmente, l’applicazione di interessi. Tutte le banche e finanziarie propongono finanziamenti per l’acquisto di un’auto, per la ristrutturazione del bagno, per pagare le spese di una cerimonia oppure per comprare elettrodomestici nuovi.

La rottura improvvisa del frigorifero, ad esempio, comporterebbe un’uscita di 500/800 euro – se non di più – in un’unica soluzione. Per le famiglie significherebbe privarsi di una parte importante del budget mensile. I negozi dedicati alla vendita riconoscono le difficoltà che i consumatori potrebbero avere e propongono finanziamenti – a volte anche a tasso zero – in collaborazione con istituti di credito. Pochi passaggi e la spesa potrà essere affrontata a rate per un determinato numero di mesi. Cosa succede se non si riesce a pagare una rata?

Rata del finanziamento non pagata, quali le conseguenze?

La normativa prevede che saltando una rata di un finanziamento si rischia l’applicazione del calcolo di mora, un interesse aggiuntivo che si applica dal primo giorno di mancato versamento. Condizione necessaria è di saldare il prima possibile il pagamento dovuto. Il ritardo scatta passati 30 giorni dalla data di scadenza della rata. Superato questo lasso temporale i creditori possono iniziare a sollecitare il versamento della somma. Se il cliente della finanziaria dovesse continuare a non pagare allora l’istituto potrà richiedere la risoluzione unilaterale del contratto.

Il debitore sarebbe così costretto a restituire l’intera cifra completa di interessi e calcolo di mora. Continuando a non pagare si rischia il pignoramento dei beni per coprire il prezzo di acquisto dell’elettrodomestico più le somme aggiuntive accumulate con il ritardo. Questo l’iter teorico ma è bene sottolineare come tante finanziarie siano più flessibili e aiutino i clienti spostando la rata alla fine del finanziamento oppure accettando un pagamento con maggiore ritardo.

Attenzione a non diventare cattivi pagatori

Sebbene la maggior parte delle finanziarie conceda più tempo ai debitori per saldare il debito, alcune banche o istituti potrebbero essere più intransigenti e segnalare il cliente come cattivo pagatore al Crif. Questo atto estremo viene compiuto se le rate non corrisposte sono più di una. Venendo inseriti nel Crif non si potrà accedere a nessun altro prestito dato che le banche prima di decidere se concedere un finanziamento o meno controlleranno la lista dei cattivi pagatori.

L’unico modo per salvarsi dalla segnalazione è corrispondere quanto dovuto non appena viene comunicato il sollecito. Una volta inseriti in lista vi si resterà per sei mesi per finanziamento in corso d’istruttoria, per 12 mesi per ritardo di una o due rate, per 24 mesi se il ritardo è nel pagamento di tre o più rate, per 36 mesi per finanziamenti non restituiti o morosità grave e, infine, di 36 mesi se pagato regolarmente nei tempi stabiliti.

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