Diabete, la documentazione da presentare per il riconoscimento dell’invalidità e non solo

Le persone con il diabete possono ottenere il riconoscimento dell’invalidità nonché il diritto alla pensione anticipata e ai benefici della Legge 104.

Se il diabete dovesse comportare gravi conseguenze sulla salute di chi ne soffre si potrebbero richiedere agevolazioni e benefici legati all’invalidità.

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In Italia più di 3,5 milioni di persone soffrono di diabete e il trend è in continua crescita. La malattia si presenta sotto varie forme, alcune più gravi altre meno. Le conseguenze possono essere di diversa natura per i pazienti. Dai danni neurologici a quelli oculari, renali e cerebrovascolari per le manifestazioni più aggressive. Di conseguenza si rende necessario erogare aiuti e benefici per migliorare la qualità della vita dei diabetici. Lo Stato, dunque, prevede la possibilità di ottenimento dell’invalidità nonché della Legge 104 e del pensionamento anticipato. Tutte misure che presuppongono, però, il soddisfacimento di specifici requisiti. La condizione più importante è il riconoscimento della disabilità oltre una precisa soglia ossia il 74%.

Diabete e invalidità, come inizia la procedura

Per ottenere il riconoscimento dell’invalidità è necessario recarsi inizialmente dal proprio medico curante per richiedere la certificazione che attesta la malattia. Tale certificazione dovrà essere spedita telematicamente dal dottore all’INPS. Il richiedente riceverà, invece, un numero di protocollo che dovrà essere indicato nel momento in cui presenterà in prima persona domanda di riconoscimento dell’invalidità all’ente di previdenza sociale.

Una volta acquisita la richiesta, l’INPS contatterà il cittadino per fissare data, luogo e orario della visita medica in cui una commissione incaricata consulterà la documentazione relativa alla malattia per stabilire la percentuale di invalidità riconosciuta. Per ottenere benefici economici, come accennato, sarà necessario raggiungere il limite del 74%.

I dettagli della documentazione

La documentazione clinica della malattia dovrà riportare l’emoglobina glicata, l’autocontrollo glicemico e la presenza o meno di ricoveri presso strutture ospedaliere o accessi al Pronto Soccorso per crisi ipoglicemiche o iper glicemiche. In caso di danni oculari occorrerà presentare i documenti che attestino la retinopatia. La diagnosi si potrà accertare con una visita oculistica con valutazione dell’acuità visiva e del campo visivo, del Fondus oculi e attraverso una fluorangiografia (per le patologie vascolari dell’occhio).

Se i danni sono renali, invece, occorrerà presentare i documenti che attestano la nefropatia. Con riconoscimento della neuropatia, poi, sono richiesti i test per la valutazione della neuropatia autonomica, l’elettromiogramma, l’eco vescicale pre e post minzionale, la valutazione della sensibilità tramite diapason, la valutazione neurologica completa, l’RX o RM al piede e l’RX del tubo digerente con scintigrafia per la valutazione della gastroparesi.

Qualora conseguenza del diabete sia una arteriopatia sarà necessario presentare l’esame ecolordoppler arterioso arti inferiori, l’angio Tac o l’RM dei vasi periferici nonché la valutazione chirurgica vascolare.

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Le percentuale riconosciute dall’INPS con il diabete

In presenza di diabete mellito in mediocre compenso con complicanze renali, oculari, neurologiche o circolatorie di moderata intensità, la percentuale di invalidità riconosciuta sarà compresa tra il 71 e l’80%. Il diabete mellito scompensato comporta un grado di invalidità dall’81 al 90% mentre in caso di complicanze più gravi la commissione INPS potrebbe riconoscere il 100% di invalidità.