Glifosfato, gli spaghetti contaminati dal diserbante: cosa portiamo in tavola

La nota rivista tedesca specializzata Öko-Test ha eseguito alcuni esami di laboratorio su diverse marche di spaghetti in vendita in Germania, tra cui compaiono anche quattro marche italiane. L’obiettivo di questi test era trovare tracce di glifosfato, un diserbante potenzialmente pericoloso.

Öko-Test ha esaminato diverse marche di spaghetti, tra cui anche quelle vendute nei supermercati Aldi e Lidl, nonché Barilla e De Cecco.

glifosfato
Pixabay

I risultati rivelano tracce di glifosfato, un diserbante chimico, in alcune di esse. Il glifosfato può essere potenzialmente pericoloso per la salute, ma non c’è da allarmarsi. Ecco tutti i risultati dei test, inclusi quelli sulle marche italiane di spaghetti in vendita in Germania.

Glifosfato, cos’è e quanto è pericoloso

Il glifosfato è uno dei diserbanti più utilizzati all’interno dell’agricoltura europea. Oltre ad essere estremamente efficace nella sua funzione di estirpazione delle piante infestanti all’interno delle colture, questo erbicida ha poco impatto inquinante a livello ambientale. I batteri naturalmente presenti nel suolo infatti lo disassemblano facilmente, impedendogli di raggiungere le falde acquifere ed inquinarle.

Dopo estesi studi, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca contro il Cancro IARC, ha ritenuto di introdurlo nelle sostanze potenzialmente cancerogene per l’uomo, nella categoria 2A. Questa dicitura, come molte altre dell’IARC, può però ingannare. Per render l’idea, nella stessa categoria del glifosfato ci sono le carni rosse, l’emissione di ceneri e fumi della combustione di legna nei camini e quelle dell’olio di frittura ad alte temperature.

L’anno successivo l’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, ha espresso il suo giudizio sulla possibilità che il glifosfato sia cancerogeno. L’organizzazione ha segnalato che, tolto un leggerissimo aumento dei linfomi non Hodgkin in coloro che ne fanno utilizzo, non si verifica una reale possibilità di aumento dell’incidenza di cancro tramite il consumo di prodotti composti da materie prime trattate con l’erbicida. È insomma poco probabile che le possibilità di prendere il cancro aumentino mangiando pasta il cui grano è stato trattato con il glifosfato.

Spaghetti, l’indagine di Öko Test

Ciononostante i residui di glifosfato nei prodotti possono indicare quali aziende lo utilizzano per le proprie materie prime, e orientare la scelta di acquisto per quei consumatori che sono contrari all’utilizzo del pesticida. Spiccano in questa classifica i risultati degli spaghetti De Cecco e di quelli venduti da Aldi, marca di supermercati tedesca recentemente approdata anche in Italia. Queste due marche hanno ottenuto i risultati migliori tra quelle vendute in Italia, non facendo registrare neanche una traccia di glifosfato.

Al contrario, due marche hanno mostrato presenze dell’erbicida, si tratta di Barilla e di Combino, la marca di spaghetti proprietaria dei supermercati LIDL. Anche in questo caso però non c’è da preoccuparsi per la salute. Le tracce rilevate in queste due marche di spaghetti sono residuali, e non pericolose in nessun modo per l’uomo.

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Le marche di pasta biologica analizzate non hanno rivelato tracce di diserbanti, come prevedibile date le norme a cui devono sottostare i produttori per guadagnarsi il marchio di prodotto biologico. Altro dato curioso che emerge dallo studio di Öko Test, è che non vi è enorme differenza dal punto di vista degli agenti inquinanti tra gli spaghetti di marca e quelli con costi minori.