Riscaldamento, multe per stufe e camini: sta già succedendo

Questo inverno il prezzo del riscaldamento potrebbe spingere molti italiani ad installare stufe e camini nella propria abitazione, o a riprendere ad utilizzare quelli caduti in disuso. In alcune regioni però si può essere multati in caso questi non siano a norma. 

Stufe e camini potrebbero essere una soluzione per abbassare il prezzo della bolletta del gas relativa al riscaldamento questo inverno.

Riscaldamento
Pixabay

Ma in alcune regioni del nord queste soluzioni non sono sempre legali. In caso si violi la norma, sono previste multe fino a 5000 euro. Le sanzioni sono legate al fatto che alcuni vecchi impianti risultano estremamente inquinanti. Il loro utilizzo è quindi proibito, ma dato che la loro istallazione era legale fino al 2016, molte persone li hanno ancora in casa senza sapere che non sono a norma.

Riscaldamento, Lombardia e Veneto le più severe sulle stufe

Se si abita in Lombardia e Veneto bisogna stare estremamente attenti se si usa un caminetto o una stufa. In queste due regioni, dove questo tipo di riscaldamento è molto diffuso, le norme per impianti a biomassa, quindi sia a legna che a pellet, sono severissime.

In Lombardia ad esempio dal 2017 non si possono più installare stufe e camini a legna con una valutazione ambientale inferiore alle quattro stelle. Inoltre è completamente proibito l’utilizzo di impianti a zero, una o due stelle. Per quanto riguarda le stufe a pellet invece, se il proprio impianto sprigiona meno di 35 kW di potenza, bisogna utilizzare combustibile di classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2.

Caso particolare è la provincia di Brescia, dove fino al 2024 è possibile utilizzare qualsiasi impianto da meno di 10 kW. Il Veneto invece si è adeguato alle norme lombarde con qualche anno di ritardo, ma ad oggi le regole sugli impianti a legna sono di fatto le stesse tra le due regioni. In quella più orientale però non ci sono restrizioni per quanto riguarda gli impianti a pellet.

Le regole in Piemonte e Emilia Romagna

In Piemonte ed Emilia Romagna esistono molte deroghe, soprattutto ai comuni di montagna, che rendono le normative riguardanti il riscaldamento a biomassa molto diverse rispetto a quelle di Lombardia e veneto. In Piemonte ad esempio, l’istallazione di impianti inferiori alle 4 stelle è stata vietata soltanto nel 2019. Le regole sull’utilizzo riguardano soltanto i comuni che fanno parte dell’Agglomerato di Torino, e delle zone Pianura e Collina. 

In questo caso, se l’impianto supera i 35 kW di potenza erogata, non potrà essere utilizzato se di classe inferiore alle tre stelle. Una legge quindi comunque più permissive di quelle lombarda e veneta.

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In Emilia Romagna la situazione è ancora meno normata. Non vi è divieto di installazione, e viene proibito l’utilizzo di impianti di riscaldamento a legna soltanto se nell’edificio è presente un altro tipo di impianto di riscaldamento, oppure se il comune si trova in pianura o in un’area considerata ad alto rischio per la qualità dell’aria. Per controllare se il proprio comune fa parte di queste eccezioni è possibile andare sul sito della regione.