Reddito di cittadinanza, per chi slitta la ricarica di settembre

In alcune circostanze i percettori del reddito di cittadinanza possono vedere la loro domanda slittare di quasi un mese, ecco perché.

Il reddito di cittadinanza ha ogni mese due possibili date in cui può essere ricevuto.

reddito di cittadinanza
Pixabay

La prima è quella nella quale il sussidio viene ricevuto dalla maggior parte dei percettori, il 27 del mese. Ma in alcuni casi specifici la ricarica viene anticipata al 15 del mese. In uno di questi casi però, in circostanze particolari, la ricarica può slittare fino al mese successivo. Ecco quando accade e come difendersi da questi ritardi.

Reddito di cittadinanza, come funzionano le ricariche

Chi percepisce il reddito di cittadinanza lo riceve di solito attorno al 27 del mese. Questo vale per buona parte dei percettori, che anche a settembre, nonostante il probabile cambio di governo, vedranno il proprio sussidio accreditati in tempo e senza problemi. Potranno invece esserci problemi per l’altra platea, quella che riceve il reddito di cittadinanza il 15 del mese.

Solitamente i percettori che ricevono il reddito di cittadinanza il 15 del mese sono quelli che hanno appena ottenuto questo diritto, e quindi devono riscuotere la prima mensilità. Per questa categoria non ci saranno mai problemi, e il sussidio arriverà il 15 del mese successivo all’accettazione della domanda. Stesso vale per coloro che devono ricevere arretrati. Anche in questo caso il sussidio arriverà puntuale. Ma c’è una terza categoria che può rimanere negativamente sorpresa.

Quando slitta la ricarica dopo il rinnovo?

Si tratta di coloro che rinnovano il reddito di cittadinanza. Il sussidio dura infatti 18 mesi, e per ottenerlo nuovamente bisogna presentare nuovamente la domanda. A seguito di questa procedura, l’INPS valuterà la posizione del percettore e deciderà se rinnovargli o meno il sussidio. La data della presentazione di questa domanda è però fondamentale.

Come spiegato in un post sui social dal profilo dell’INPS per la Famiglia, l’istituto nazionale di previdenza sociale rischia di non avere tempo di elaborare una domanda di rinnovo presentata a fine mese. In questo caso il percettore non riceverà il sussidio in tempo. Ad esempio, se il percettore fa richiesta di rinnovo per la diciannovesima mensilità a fine agosto, è possibile che l’INPS non faccia in tempo ad elaborare la domanda, e che non accrediti il reddito di cittadinanza il 15 settembre.

Si potrebbe pensare che in un caso come questo il sussidio venga accreditato nell’altra data disponibile del mese, il 27 settembre in questo caso, ma non è così. La data per l’accredito delle prime ricariche ottenute dopo le prime 18 mensilità rimane il 15 del mese, quindi la nuova finestra disponibile sarà il 15 ottobre. La data di ricarica rischia quindi di slittare a metà del secondo mese successivo alla presentazione della domanda.

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Questa data è particolarmente rilevante in questo periodo, perché il 25 settembre ci saranno le elezioni politiche. Il nuovo parlamento che sarà eletto da queste votazioni avrà con ogni probabilità una maggioranza ostile al reddito di cittadinanza. Per questa ragione il sussidio potrebbe essere del tutto abolito con una delle prime misure del nuovo governo. I pagamenti successivi a settembre sono da considerarsi incerti. Quello del 15 ottobre è comunque quello che rischia meno, dato che i tempi tecnici per la formazione di un governo sono comunque piuttosto lunghi ad inizio legislatura.