Reddito di cittadinanza e elezioni, cosa succede ai pagamenti dopo il 25 settembre

Le elezioni potrebbero portare alla fine del reddito di cittadinanza, ma il pagamento del 27 settembre è comunque sicuro

Il reddito di cittadinanza è una misura molto contestata dai partiti che probabilmente sosterranno il prossimo governo.

reddito di cittadinanza
Pixabay

Cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle e introdotto nel 2018 durante il primo governo Conte, il reddito di cittadinanza è diventato molto rapidamente uno dei pilastri del welfare italiano. Fornendo sostegno a chi non trova lavoro, ha permesso di spostare oltre la soglia della povertà moltissime persone, ma le ingenti spese che richiede sono spesso oggetto di critiche.

Reddito di cittadinanza, cosa succede dopo le elezioni?

Dopo la caduta del governo di Mario Draghi, causata proprio dalle divergenze dell’esecutivo con il Movimento 5 Stelle, il Presidente Mattarella ha sciolto le camere, chiamando gli italiani a votare per il nuovo parlamento il 25 settembre. Con ogni probabilità, i creatori del reddito di cittadinanza non faranno parte del prossimo governo. Per come funziona la legge elettorale infatti, la scelta di presentarsi da soli potrebbe punire il Movimento 5 Stelle.

Gli schieramenti opposti, specialmente a destra, candidati a vincere le prossime elezioni, hanno sempre osteggiato il sussidio. Non è impossibile quindi che il prossimo governo decida di ridurre, o addirittura di rimuovere in toto il sussidio. Nonostante ciò però, la decisione potrebbe richiedere molto tempo, e quindi i pagamenti di settembre dovrebbero essere salvi.

Quando arrivano i pagamenti di settembre?

Normalmente i pagamenti del reddito di cittadinanza agli aventi diritto si dividono in due date. La quota stabilita viene elargita al 15 del mese per chi ha appena richiesto il sussidio. Questa data vale anche per chi ha fatto la richiesta di rinnovo del reddito di cittadinanza nel mese precedente. Per questi casi quindi, l’importo stabilito arriverà dieci giorni prima delle elezioni. Per tutti gli altri però le cose sono diverse.

Chi ha già ricevuto il reddito di cittadinanza almeno una volta e non ha rinnovato il sussidio il mese scorso infatti, riceverà i soldi che gli spettano il 27 settembre, due giorni dopo il voto, quando il nuovo parlamento sarà appena stato eletto. Questo però non significa che il versamento sia a rischio. Il processo per formare un nuovo governo, anche in caso di accordo precedente alle elezioni come in questo caso, è piuttosto lungo.

Bisogna prima infatti aspettare che il nuovo parlamento si insedi. I senatori e i deputati pur essendo meno del solito per la riforma del taglio dei parlamentari, dovranno arrivare a Roma e accedere ai propri ruoli in parlamento. Le camere dovranno poi votare i presidenti. Quindi verrà formato il governo, che dovrà chiedere la fiducia e, solo una volta ricevuta, potrà cominciare ad operare.

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In ogni caso, per verificare il proprio stato riguardo al reddito di cittadinanza, è sempre possibile accedere al portale dedicato dal sito dell’INPS. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale fornisce infatti un sito, accessibile tramite SPID o altre identità digitali. Qui si possono verificare gli avvenuti versamenti e quando avverranno quelli futuri.