Debiti e multe non pagate: le incredibili conseguenze su bonus e detrazioni

Cosa succede ai bonus e alle agevolazioni offerte dallo Stato, se il contribuente risulta insolvente a causa di debiti e multe non pagate?

Se un cittadino non ha regolarmente pagato i debiti maturati nei confronti del fisco, c’è la possibilità di andare incontro al blocco di bonus e agevolazioni previste dallo Stato?

Debiti e multe non pagate
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Le leggi attualmente in vigore sono piuttosto chiare: lo Stato non ha la facoltà di impedire l’accesso a bonus e agevolazioni a coloro che non hanno pagato multe o si trovano in una posizione debitoria nei confronti del fisco.

In particolare, ci stiamo riferendo al:

  • mancato pagamento dei contributi previdenziali all’INPS o altre tasse,
  • mancato versamento dell’importo relativo alle multe ricevute per violazione del Codice della Strada
  • insolvenza per le cartelle relative al mancato pagamento di IMU e Tari.

Tutte queste circostanze non possono in alcun modo concedere allo Stato la facoltà di bloccare l’accesso ai bonus e alle agevolazioni.

Debiti e multe non pagate: quali sono le conseguenze per il debitore

Il cittadino chi si trova in una posizione debitoria nei confronti del fisco per multe non pagate o per altri tipi di cartelle, va incontro a sanzioni e interessi in mora. Ci stiamo riferendo alla maggiorazione del debito causata dal ritardo del pagamento.

Nel caso in cui i debiti siano particolarmente alti, il creditore ha la possibilità di chiedere il pignoramento dei beni del debitore. Questa fattispecie si configura in casi particolarmente estremi.

Cosa succede al debitore che intendi accedere a bonus e agevolazioni previste dallo Stato?

Secondo quanto previsto dalle leggi attualmente in vigore, lo Stato non può bloccare l’accesso a bonus e agevolazioni per i cittadini che risultano debitori, per multe non pagate o debiti con il fisco.

Anche se i debiti in questione sono riconducibili al mancato pagamento di contributi previdenziali all’INPS o alle altre casse, il debitore ha comunque accesso a bonus e agevolazioni.

Lo stesso discorso vale anche in caso di mancato pagamento di Imu e Tari sui rifiuti.

I limiti per i debitori

Anche se le leggi attualmente in vigore non impediscono l’accesso a bonus e agevolazioni fiscali previste dallo Stato, nel caso in cui il richiedente risulti insolvente, la normativa prevede dei limiti.

Ci stiamo riferendo ad un tetto massimo di riferimento per poter beneficiare dei crediti d’imposta legati alle detrazioni cedibili (es. Superbonus 110%, ecobonus, bonus Mobili, etc.).

Di fatto, il credito di imposta, che fa riferimento alle detrazioni concesse da alcuni bonus, è usato in compensazione in F24. Questa possibilità è concessa anche nel caso in cui siano presenti dei debiti erariali iscritti a ruolo per un importo superiore a €1.500. Ciò vuol dire che, ad esempio, la detrazione del 110% è comunque valida per i seguenti interventi:

  • Isolamento termico sugli involucri degli edifici;
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni di edifici;
  • Sostituzione di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o su unità immobiliari di edifici plurifamiliari che risultino essere funzionalmente indipendenti.
  • Interventi antisismici.

Quando si verifica la compensazione del credito d’imposta sulle locazioni di immobili ad uso abitativo e affitto d’azienda, ma ci sono debiti tributari iscritti a ruolo, il debitore può accedere all’aliquota piena.

Il divieto di compensazione è previsto solo per i crediti relativi alle imposte erariali. Pertanto, qualora siano presenti i debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori per importi superiori a €1.500, è disposto il divieto di compensazione.